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Minaccia Delpo

Pubblicato il 15 maggio 2017

E se fosse Juan Martin Del Potro, la vera minaccia per Rafael Nadal in questi Internazionali BNL d'Italia? E se fosse il gigante buono argentino, quello capace di far saltare il banco? Se lo sono chiesto in molti, quando l'ex vincitore degli Us Open ha chiuso il confronto con Grigor Dimitrov, rimontando un set di svantaggio. Dal 3-6 iniziale al 3-6 6-2 6-3 conclusivo, in due ore e otto minuti di grande tennis, sporcato solo da qualche regalo di un Dimitrov che in ogni caso ci ha provato fino all'ultimo, prima di fracassare una racchetta sul doppio fallo che ha consegnato al rivale il break decisivo.

 

Delpo, messo a terra l'ultimo punto e salutato il suo avversario, si è fatto il segno della croce e ha mandato un bacio al cielo, a quel nonno a cui era molto legato e che ha appena perso pochi giorni fa. Proprio per il lutto famigliare, aveva dovuto saltare Estoril e Madrid, ma si è ripresentato al Foro Italico in ottima condizione fisica, tecnica e mentale. Del resto un giocatore a mezzo servizio non sarebbe bastato per battere un Dimitrov particolarmente in palla, determinato a far capire che è un altro rispetto al Grigor che remava da fondo campo senza incidere come può fare con i suoi fondamentali.

 

Il match è rimasto in bilico fino alla soglia delle due ore, prima che Juan Martin piazzasse la zampata decisiva, prendendo dunque il posto della testa di serie numero 10. Non che quel settore di tabellone sia sguarnito di personaggi pericolosi, tutt'altro. Basta pensare al rivale del secondo turno, l'emergente Edmund, ma soprattutto a David Ferrer e Kei Nishikori. Eppure ora il più attrezzato per la semifinale sembra proprio Delpo, quel ragazzo che è sempre, perennemente, in credito con la sorte, che gli ha negato una permanenza al vertice scritta nel suo enorme talento.

 

Guardando oltre Roma, questo Del Potro può essere un serio rivale per Nadal e compagnia pure al Roland Garros. Quel Roland Garros che ha perso Roger Federer, rimasto in bilico fino all'ultimo per poi optare per il forfait, e che adesso cerca disperatamente un rivale per Rafa, considerato che Murray e Djokovic non sembrano nemmeno vicini al loro miglior rendimento. L'incognita, per l'argentino, è la resa sulla lunga distanza, non solo nella stessa partita, ma anche nel torneo. Il suo fisico di cristallo, quel fisico che troppe volte lo ha bloccato, ci può sempre mettere lo zampino. Ma stavolta Juan Martin è deciso a non fermarsi.

 

“Sono l'unico della mia famiglia – ha detto l'argentino – che è lontano, che è sempre in giro per il mondo. E in un'occasione così triste come quella della scomparsa del nonno, ho ritenuto giusto stare il più possibile vicino ai miei cari, far sentire loro il mio affetto, il mio sostegno. Ora però sono qui e cerco di dare il massimo, e una vittoria come questa su un tipo come Dimitrov mi dà fiducia. La terra è una superficie particolare, dove serve una preparazione adeguata, dove la palla viaggia meno e dunque c'è sempre da fare un colpo in più. So che devo lavorare ancora molto, ma so che sono sulla strada giusta”. Per arrivare dove, lo scopriremo nelle prossime settimane.