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22 volte Serena

Pubblicato il 9 luglio 2016

L'incantesimo maledetto si è finalmente spezzato. Serena Williams torna a vincere una finale Slam dopo le due perse in Australia e a Parigi. Un percorso negativo iniziato agli Us Open 2015, in quella semifinale stregata contro Roberta Vinci che l'aveva messa davvero al tappeto, e concluso sul Centre Court di Wimbledon di fronte a quella stessa Kerber capace di superarla a Melbourne. Dopo aver dato la benedizione con l'ultima facile volèe alta di diritto, Serena si è lasciata andare sdraiandosi sull'erba più famosa del mondo. È il suo settimo trionfo ai Championships, il 22° in uno Slam. Risultato che la porta a raggiungere in vetta alla classifica 'all time' la moglie di Andre Agassi, Steffi Graf.

Un 22° titolo che sembrava destinato a segnare il suo Grande Slam, lo scorso anno a New York. E che invece è giunto con quasi un anno di ritardo. Perché nel frattempo a Serena è calata un po' la fiducia nei propri mezzi, mentre le altre hanno capito di avere delle chance, quando la incontravano, anche in un Major. Eppure Patrick Mouratoglou, sempre vigile ai box, aveva giurato che lo avrebbe raggiunto, che la più forte era comunque lei, che aveva ancora più fame di prima. Una fame che si è vista proprio a Wimbledon, dove Serena ha trionfato a 14 anni di distanza dal suo primo titolo.

A quasi 35 anni, oggi la più giovane delle sorelle Williams è una donna che ha attraversato (e vinto) tante battaglie, ma che continua a dettare legge in un tennis femminile fatto di tante meteore e qualche stellina. Del resto la classifica è lì in bella evidenza a mostrare al mondo la sua eterna leadership, con un margine di vantaggio rassicurante su Garbine Muguruza, la spagnola che l'aveva battuta al Roland Garros. La più giovane delle pretendenti al trono. Lei invece, Miss Williams, con la vittoria londinese si prende anche il record di giocatrice più anziana della storia a incassare il trofeo di uno Slam, superando di qualche mese Margaret Court.

E con il settimo sigillo in quel di Wimbledon, Serena affianca Roger Federer nel duello tra i due fenomeni del nostro tempo, separati da una manciata di giorni e destinati a entrare nella leggenda: lui il 'Migliore di sempre', tenendo conto del record di 17 Major, lei in pole position per lo stesso traguardo. Un dato ulteriore per giustificare la reazione stizzita della padrona del circuito a una domanda nella conferenza stampa post-semifinale, quando – si parlava di soldi – le è stato chiesto se sentisse di meritare gli stessi premi del basilese. “Spero – aveva detto – che arrivi un giorno in cui le tenniste, le donne, saranno rispettate per ciò che sono, non per ciò che fanno”. Un rispetto che oggi, a questa campionessa, arriva dritto dritto dall'intero mondo dello sport.