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IL GIARDINO DI CASA WILLIAMS

Pubblicato il 6 luglio 2016

L'orologio torna indietro: siamo nel 2000, c'è una semifinale da giocare nel Tempio di Wimbledon, una semifinale tra sorelle. Venus Williams ha 20 anni e si impone su Serena, 18, prima di andare a conquistare il suo primo Major. Sono passate 16 stagioni e 27 partite giocate una contro l'altra, eppure sono ancora qui, con 70 primavere da spartire in due e quella voglia di non mollare che passa oltre qualsiasi cosa. Oltre le difficoltà della vita, oltre le avversarie che cambiano. Serena e Venus, loro che il tennis lo hanno rivoluzionato, almeno se prendiamo il lato rosa delle racchette. Perché fino al loro arrivo c'era ancora chi pensava di poter vincere puntando sulle geometrie, per esempio Martina Hingis. Dopo, è stato tutt'altro discorso.

 

Dopo c'è stato un predominio netto della componente fisica, ma senza che quella tecnica venisse messa in secondo piano. Non è stato un passo di lato, è stato un passo avanti, ancorché in tanti abbiano faticato, nel corso degli anni, ad ammettere una supremazia così netta. Venus è stata la prima ad affacciarsi tra le pro e la prima a conquistare Wimbledon, ma è stata Serena, nel 1999 a New York, a far capire quale sarebbe stata la donna destinata a passare alla storia. Sui prati di Londra, Serena ha cominciato a lasciare il segno nel 2002, suo anno magico con tre Slam su altrettante partecipazioni. Guarda caso, in finale su Venus. Il Centre Court per un po' è stato il loro giardino privato, considerato che il derby di casa si è ripetuto pure nel 2003, sempre all'ultimo atto e sempre con lo stesso risultato.

 

Erano i tempi in cui il dibattito sembrava legato soprattutto a quanto fossero vere, quelle partite. A quanta lotta ci potesse essere tra due sorelle che si volevano troppo bene per farsi male davvero. Poi si è capito che in fondo un po' di rivalità c'era. Perché a nessuno piace perdere sempre, e Venus da un certo momento in poi è diventata 'quella debole', quella da sostenere. Con un sussulto, però: è il 2008 e dopo cinque anni torna sotto il cielo londinese la finale 'all Williams'. Serena cede in due set, e resta quello l'ultimo trionfo, ad oggi, della maggiore in un torneo dello Slam. Una storia che inizia e finisce – forse – nello stesso luogo.

 

Già, forse. Perché chi l'avrebbe mai detto che oggi, anno 2016, a 36 anni, Venus sarebbe stata nuovamente qui in lotta per un posto in finale. Pochi, anche tra i tifosi più accaniti. Invece così è, e ci sono chance di andare oltre, perché la Kerber è in forma sì, ma è tutto fuor che imbattibile. In alto, Serena ritrova quel gioco, quella sicurezza, soprattutto quella fiducia che altrove era mancata. E vola contro Elena Vesnina, russa sbocciata decisamente tardi. Fatta eccezione per le rivali, c'è da scommettere che saranno in tanti, a tifare Williams. Ma non per una sola, ché così il finale da film non sarebbe compiuto. No, bisognerà tifare per entrambe. Per far sì che l'orologio torni indietro a una quindicina d'anni fa, in quel luogo unico dove il tempo sembra non passare mai.