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UNO DI NOI

Pubblicato il 19 aprile 2016

A 24 anni era numero 1447 al mondo. A 25 non aveva classifica e pure a 32 non se la passava così bene, navigando intorno alla posizione numero 250. Senza mai aver visto nemmeno da lontano il mondo dorato dei top 100. Oggi, a 35 anni, Victor Estrella Burgos è al gradino 78 del ranking Atp, dopo aver toccato pure il 43 e aver vinto due titoli del circuito maggiore, entrambi a Quito, in Ecuador, nel 2015 e nel 2016. Victor è uno di noi, uno dei tanti, con la differenza che lui ci ha sempre creduto, fregandosene delle regole dello sport e della vita, che ti vorrebbero già pensionato quando sei nel pieno delle forze. Così è riuscito a costruirsi una carriera da vero professionista, addirittura da star nel suo Paese, la Repubblica Dominicana. Così ha guadagnato oltre 1.300.000 dollari in carriera, si è comprato la casa dei suoi sogni e ha tutta l'intenzione di andare avanti ancora per un po'.

A Barcellona, primo turno dell'Atp 500 che ha in Rafa Nadal la stella annunciata, Victor ha recuperato un set di svantaggio al kazako Kukushkin, chiudendo la sfida di primo turno per 3-6 6-2 6-2 e guadagnandosi un secondo turno non impossibile con Jeremy Chardy, numero 13 del seeding. Così ha interrotto una serie negativa che durava da un paio di mesi, ma che evidentemente non ne ha intaccato il morale. Come potrebbe, del resto, farsi travolgere dallo sconforto, uno che ha dovuto aspettare così tanto per emergere nello sport che amava, ma che pareva averlo rifiutato? Uno che da piccolo non aveva nemmeno le scarpe per allenarsi, e che a 30 anni ancora inseguiva quella che pareva un'utopia, aiutandosi con le entrate di qualche lezione ai principianti, tra la Florida e il suo Paese.

La storia di Estrella Burgos sembra una favola, un romanzo, ma forse a inventarla non sarebbe riuscita tanto bene. Oggi Victor, che è pure riuscito a portare il team dominicano di Davis ai play-off per il gruppo mondiale (dove ha ceduto alla Germania), non si sente affatto vecchio e continua a porsi degli obiettivi. Malgrado quel tennis che è così lontano da quello che insegnano nelle accademie dove passano i campioni di domani. Malgrado quel rovescino che a vederlo pare così fragile, e che invece sono in tanti a soffrire. Con un fisico costruito attraverso un durissimo lavoro quotidiano, e soprattutto con un cervello pensante che non smette mai di cercare (e trovare) soluzioni, Estrella Burgos è la prova vivente che nel tennis non esistono limiti. Gli resta ora un traguardo, una soddisfazione in più da aggiungere alle tante che ha già messo in bacheca: quella di incrociare almeno per una volta sul suo percorso uno dei Fab Four, uno di quelli che stanno facendo la storia del tennis in quest'epoca così fortunata.