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DOPPIO SOGNO

Pubblicato il 5 marzo 2016

Dopo un venerdì di paura, un sabato di ordinaria amministrazione. L'Italia ringrazia il doppio Bolelli/Seppi, domina la Svizzera di Henri Laaksonen e Marco Chiudinelli e con un comodo 6-3 6-1 6-3 raggiunge i quarti di finale del World Group di Coppa Davis. Risultato che significa due cose. La prima: ci evitiamo gli scomodi play-out e siamo per un altro anno tra le migliori sedici squadre al mondo. La seconda: abbiamo una domenica da spettatori per capire chi sarà il nostro prossimo avversario, se l'Argentina (probabile) o la Polonia (sotto per 2-1 dopo le prime due giornate). In ogni caso, un match abbordabile per gli azzurri, che punteranno dunque a ripetere la semifinale del 2014, quando a fermarci, guarda un po', fu proprio la Svizzera, 'solo' con le star Federer e Wawrinka.

 

Di più. Spostando lo sguardo un po' in avanti, verso una possibile semifinale, le protagoniste della parta alta del tabellone sono Gran Bretagna e Serbia, rispettivamente con Andy Murray e Novak Djokovic. O meglio, sarebbero. Sì perché Nole ha perso il doppio accanto a Zimonjic, contro i kazaki acquisiti Golubev e Nedovyesov, e adesso a Belgrado i padroni di casa hanno le loro belle gatte da pelare. Probabile che la sfida passi dal match decisivo tra Troicki e Nedovyesov, proprio il kazako che lo scorso anno ci diede un dispiacere battendo Fognini e rispedendoci a casa al primo turno. Vanno meglio i sudditi di Sua Maestà, avanti 2-1 sul Giappone ma per nulla al sicuro, se consideriamo che c'è la mina vagante Nishikori a non far dormire a Murray e soci sonni tranquilli.

 

Insomma, sognare si può, nessuno ce lo vieta. E in fondo uno dei punti di forza dell'Italia di Barazzutti è proprio il fatto di poter contare – al contrario dei favoriti – su un gruppo equilibrato, senza il campione da top 10, ma con Fabio Fognini, Andreas Seppi e Simone Bolelli in grado di esprimersi a livelli alti con continuità (almeno in Davis) e motivati da un tabellone che negli ultimi anni non è mai stato così favorevole. L'ultima vera impresa dell'ItalDavis risale al 1998, quando quella finale conquistata con tanta fatica, sui court americani, finì con molto anticipo insieme al crack della spalla di Andrea Gaudenzi, venerdì 6 dicembre.

 

Contro la Svezia finì 1-4, eravamo a Milano e fu proprio quello l'inizio di un periodo da incubo per il tennis tricolore al maschile. Chissà che stavolta, da Pesaro, non possa cominciare una storia diversa. Una storia che poggia su basi decisamente più solide di allora, una storia che come modello potrebbe prendere l'avventura di Fed Cup, che ha trascinato le nostre ragazze a battere ogni primato. La sfida è complicata, affascinante ma non impossibile, come non c'è nulla di davvero impossibile laddove si parla di tennis.