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IL VALZER DELLE PANCHINE

Pubblicato il 11 gennaio 2016

Dov’eravamo rimasti? Ah si, a Nole Djokovic. Puntuale come un orologio “svizzero”, il numero uno al mondo ha ripreso la stagione dove aveva finito la precedente: ovvero con un trofeo in mano. L’antagonista della recente finale di Doha è stato un buon Rafa Nadal, apparso in discreta forma in vista deI prossimi Australian Open. Il maiorchino, sconfitto con un netto 6-1, 6-2, ha voluto però comunicare a tutti i suoi colleghi il leitmotiv della stagione: “se gioca così, non c’è nessun giocatore del circuito che possa impensierire Djokovic”. Nuda e cruda verità.

Quindi dobbiamo aspettarci un 2016 fotocopia del 2015? Speriamo di no. E non ce ne vogliano i molti fan del serbo perché la competizione e l’alternanza alle vittorie sono il pane di questo sport. Se fosse un nuovo Djokovicpolio potremmo far scendere il sipario ancor prima di aver messo in gioco la prima pallina della stagione.

Ecco, ma che stagione sarà? Sicuramente un po’ anomala per via di Rio de Janeiro. La città carioca sarà il teatro delle Olimpiadi estive e molti atleti punteranno al titolo, primo fra tutti Roger Federer. Lo svizzero, sconfitto quattro anni fa a Londra sull’erba di Wimbledon da Murray, vorrà mettersi al collo l’ambita medaglia a cinque cerchi. Non sarà il solo perchè Rio fa gola a tanti; non avrà il fascino leggendario dei Championship ma vedrete che tutti, dal numero uno in giù, cercheranno di lottare come se fosse uno Slam. L’anomalia di Rio influenzerà in maniera significativa la composizione dei calendari di partecipazione ai tornei da parte dei top ten. Sempre Federer, salvo ripensamenti, si iscriverà a un solo torneo su terra rossa prima di Parigi, solo per citare un esempio.

La vera novità di quest’anno, oltre alla parentesi olimpica, è il rimescolamento delle carte tra i tecnici in campo maschile. Come sappiamo Edberg, dopo un sodalizio di due stagioni, ha deciso di tornare alla sua società di management e dire basta alla collaborazione con SirRoger. Il suo posto sarà preso da Ivan Ljubicic, che tanti vedono come casellina perfetta per completare l’ultima parte della carriera del campionissimo di Basilea. Ljubicic era il vecchio allenatore di Raonic (che proprio poche ore fa ha battuto in finale a Brisbane Federer….). Ora nel team tecnico del canadese farà parte anche Carlos Moya, ex numero uno spagnolo e ex selezionatore delle Furie Rosse.

Dice addio anche Bjorkamann. Lo svedese, entrato pochi mesi fa nell’entourage di Andy Murray, ha ricevuto la lettera di “licenziamento” da parte dello scozzese che riabbraccia Amelie Mauresmo dopo la pausa forzata per la maternità dello scorso agosto. Un argentino, al contrario, sta cercando di risollevare il morale e il tennis di Grigor Dimitrov. L’ex mister Sharapova ha puntato su Franco Davin, già allenatore di Del Potro ai tempi della vittoria degli US Open, per tornare stabilmente tra i migliori al mondo. Chiusa la parentesi con Rasheed e la vita sentimentale con la siberiana, Dimitrov punta a dimenticare un 2015 molto deludente.

Il diciannovenne e promettente croato Borna Coric ha deciso di puntare su Miles McLagan, ex di Murray e Lara Robson mentre Tomas Krupa, vecchio allenatore di Berdych, è stato ingaggiato da Jiri Vesely. Rimangono stabilmente in sella Becker per Djokovic, zio Toni per Rafa e Perlas per Fabio Fognini.

Vincerà la continuità o sarà premiato il cambio?