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L’educazione di Nick

Pubblicato il 17 agosto 2015

La vicenda è fin troppo nota. L’esuberante australiano Nick Kyrgios insulta pesantemente StanTheMan Wawrinka nell’ultimo match del torneo di Montreal. Durante l’incontro la frase incriminata (un commento volgare su Donna Vekic, attuale fidanzata del tennista svizzero) viene captata solo dalle telecamere. Ma nel mondo globale e social il passaggio dal sussurro al dominio pubblico è rapido come la velocità della luce. Da quell’istante parte il finimondo.

Wawrinka e Kyrgios quasi vengono alle mani negli spogliatoi. Il ragazzo di Losanna non ci mette nulla per scatenarsi davanti ai microfoni contro il giovane collega, considerato maleducato e presuntuoso. L’ATP si è mossa con grande decisione: al tennista aussie una multa di 10.000 dollari, più 2.500 per condotta antisportiva contro un raccattapalle.

Tutti hanno voluto dire la loro. Norman, allenatore dello svizzero: "Spero per te Nick che tu abbia attorno gente che ti insegni due o tre cose della vita”; Djokovic: “È stato multato, probabilmente imparerà la lezione nella maniera più dura, e speriamo non lo faccia più”; Murray: “Certe cose non dovrebbero succedere nel tennis”; Nadal: “Noi dovremmo dare l’esempio ai giovani, lui non l’ha fatto”; Vika Azarenka: “Nessuna persona dovrebbe permettersi di fare una cosa del genere, e credo che questo tipo di reazioni siano conseguenza di un certo tipo di educazione ricevuta”. Serena Williams non è entrata nella polemica, Roger Federer è lontano ma il suo giudizio sarà il più ascoltato a Cincinnati, in Ohio, tappa del prossimo Master 1000.

Se il fratello dell’australiano coglie la palla al balzo per sparare a zero, lui, Nick, chiede scusa, ma sempre a modo suo: “Stava diventando insolente nei miei confronti, avrò detto quella frase nel 'fuoco' della partita. Non so. Però sono dispiaciuto, rispetterò tutte le decisioni degli organi competenti”. Quello che è certo è che da oggi nel circuito Nick avrà pochi amici, molto pochi. Sono eventi che sono sempre successi in questo sport ma in molteplici occasioni sono rimasti nascosti. Nel nuovo Millennio non è più possibile.

E se vi diciamo che anche il pacato Nole Djokovic arrivò a due centimetri dal naso di Andy Roddick? Non per salutarlo ‘in stile eschimese’ ma per tirargli un pugno! Teatro della contesa furono i campi di Flushing Meadows durante gli US Open del 2008. L’attuale numero uno ATP vinse in quattro set i quarti di finale ma a fine gara andò in scena il terzo tempo rugbistico. Solo che al posto delle birre da sorseggiare in amicizia dopo essersi presi a spintoni per 80 minuti, Nole e Andy volevano sfidarsi a colpi di cazzotti. Il serbo aveva un piccolo sassolino da togliersi. Durante la conferenza stampa pre-match, il tennista di Omaha non andò leggero nel commentare i presunti acciacchi fisici del rivale: “Ha problemi ad una caviglia? Forse anche all’altra, oppure alla schiena o ancora soffre di mal di gola, tosse o magari ha contratto l’aviaria e la SARS”.

La cronaca ufficiosa ci disse che i due non si scontrarono solo grazie all’intervento del fisioterapista di Djokovic. Nasi salvi.