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BRINDISI CAPUT MUNDI

Pubblicato il 17 aprile 2015

Gli Antichi Romani edificarono qui la strada più importante della loro storia, la regina viarum. Un insieme di pietre per collegare la Città Eterna a Brindisi, il più importante porto verso la Grecia e il Medio Oriente. La via Appia non era solo un’opera d’ingegneria straordinaria  dell’epoca ma la volontà dei seguaci di Romolo e Remo di conquistare il mondo attraverso una via di comunicazione fondamentale. Brindisi era il loro trampolino. 

A più di duemila anni di distanza anche l’Italia di Barazzutti spera che la città pugliese possa essere un trampolino di conquista. Non ci sono Guerre Macedoni da affrontare ma “solo” una squadra di tennis, capitanata in panchina da Mary Joe Fernandez e in campo dalla più forte degli ultimi vent’anni, ovvero Serena Williams. 
È Italia contro USA, è la sfida di play-off più importante per le ragazze del mister friulano.

L’Italia gioca in casa. Forse è meglio dire che Flavia Pennetta gioca in casa. Lei qui è nata, è cresciuta, ha mosso i primi passi come adolescente e come tennista. Famiglia, amici, Sindaco e tifosi cercheranno di incoraggiarla per strappare punti importanti. Scendere sul rettangolo rosso “di famiglia” potrebbe essere un forte vantaggio come un grande handicap. Le pressioni sono altissime, come le attese. Flavia deve essere molto brava a controllare le emozioni. I primi battiti del cuore durante l’Inno di Mameli saranno uguali a quelli di Usain Bolt quando corre i 100 metri alle Olimpiadi. Poi ci vorrà un grande respiro, chiudere gli occhi per qualche secondo e tuffarsi solo nel tennis. 

La sfida è proibitiva ma non impossibile. Le americane sbarcano in Puglia con la più forte giocatrice ma non con sua sorella. A completare il quartetto delle americane Alison Riske (n.45 del mondo), Christina McHale (n.65) e Laurent Davis (n.57). Dalla nostra parte non ci sarà l’altra padrona di casa, Roberta Vinci. A causa di un infortunio, la giocatrice che ha regalato tanti punti in doppio come in singolare dovrà guardare la sfida lontano dalla terra. Barazzutti potrà contare su Sara Errani, Camila Giorgi e Karin Knapp. 

Ma che sfida sarà? Difficile dirlo. Serena è fortissima, non scopriamo certo l’acqua calda. Per avere delle possibilità contro di lei non bisogna commettere alcun errore, sperare che la sua voglia di Fed Cup sia leggermente inferiore a quella dei Master più importanti e incrociare le dita sul suo stato di forma sulla terra rossa, visto che non si è allenata molto sulla superficie regina della primavera. Le azzurre non devono però sottovalutare le compagne di Serena, sarebbe un errore doppio visto i precedenti contro la Francia lo scorso febbraio, quando in vantaggio di 2-0 siamo riusciti a perdere 3-2. Arrivare al doppio decisivo di domenica sarebbe già una mezza-impresa.

Italia e Stati Uniti si sfidano per la quinta volta nelle ultime sette edizioni, complessivamente sarà il 14° confronto diretto. La squadra americana è in vantaggio per 9-4 anche se le azzurre hanno vinto proprio le ultime quattro sfide, a cominciare da quelle del 2009 e del 2010 che erano altrettante finali. Lo scorso anno a Cleveland l'Italia di Knapp e Giorgi chiuse il conto dopo i primi tre singolari (per gli Usa scesero in campo McHale, Keys e Riske). 
Sarà proprio Camila Giorgi ad aprire le danze domani contro Serena. A seguire Sara Errani contro la seconda singolarista americana, Lauren Davis. Domenica, a partire dalle ore 11.30, sfida tra le due numero 1 ma con la possibilità per Corrado Barazzutti di optare anche per la discesa in campo di Flavia Pennetta. Poi Giorgi-Davis e (forse) il doppio.

Tra i maschi, nel lussuoso Montecarlo, la prima semifinale sarà tra Berdych e Monfils. Il tennista ceco, testa di serie numero 6, ha battuto (per ritiro) Milos Raonic mentre il francese, giustiziere di Federer, ha lasciato sole le briciole al bulgaro Dimitrov. Djokovic ha concesso solo tre game a Cilic. Manca solo uno spagnolo per completare il quadro: sarà Rafa Nadal o David Ferrer?