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ALLA RICERCA DI VALIDE ALTERNATIVE

Pubblicato il 7 aprile 2015

Che noia, ancora loro! Ebbene sì, i campioni di Miami 2015 sono i numeri uno al mondo del tennis: Novak Djokovic per gli uomini, Serena Williams per le donne. Dall’inizio dell’anno hanno collezionato solo due sconfitte e un ritiro, per il resto solo vittorie e trofei.

 

Serena ha dovuto abbandonare il torneo di Indian Wells per un problema al ginocchio in semifinale contro Simona Halep, poi vincitrice del Master. Non ce ne voglia la rumena ma le possibilità che venisse sconfitta dalla Williams erano indubbiamente molto alte. Serena è un rullo: ha vinto l’Australian Open, lasciando per strada solo tre set, senza mai essere in seria difficoltà. Si può dire lo stesso del torneo californiano e di quello appena concluso in Florida. Anzi, se guardiamo il punteggio della finale contro la spagnola Carla Suárez Navarro (6-2, 6-0), brava a far tornare la bandiera giallorossa con lo stemma Reale tra le prime dieci al mondo, si potrebbe pensare a una passeggiata senza fatica. In realtà la Suarez Navarro non ha giocato male, è Serena che è stata di un altro pianeta.

 

Attualmente non c’è nessuna in gonnella al suo livello. Nessuna che può servire con la sua potenza, nessuna che può permettersi quelle accelerazioni, nessuna con quel talento. Sotto il sole di Miami ha raggiunto e superato le 700 vittorie in carriera, il suo ottavo titolo in città, il 66º complessivo. Passerà alla storia come una delle tenniste più forti di sempre. Peccato che non ci sia un’alternativa valida per tenerle testa. Non c’è un duopolio in stile Navratilova-Evert o Graf-Seles, il tennis al femminile è il mondo di Serena. Ha detto che smetterà solo quando non si sentirà più in grado di vincere. Ora ha una percentuale di successi fuori dal comune. Siamo sicuri che punterà al Grande Slam 2015, con la tappa di Parigi quale ostacolo più insidioso. Lavorerà sulla terra battuta per non farsi scappare un’occasione irripetibile.

 

AAA Cercasi avversari anche per Nole Djokovic. Il serbo quest’anno ha perso due incontri: i quarti di finale del primo torneo del 2015 contro Ivo Karlovic a Doha in Qatar e la finale di Dubai contro Roger Federer. Per il resto solo trionfi. Con una curiosità interessante… Quando si è trovato con le spalle al muro, oppure nel set decisivo, non ha esitato a infliggere all’avversario un bagel, come nel caso del suo amico-rivale Andy Murray nella finale di domenica. Perso il secondo set, ha deciso di dedicare al futuro sposo scozzese un 6-0 senza appelli. Stesso trattamento riservato all’ucraino Alexandr Dolgopolov agli ottavi, così come a Wawrinka in semifinale a Melbourne o allo stesso Murray nella partita decisiva dell’Open d’Australia.

 

Il sodalizio con Boris Becker inizia a dare frutti molto interessanti. Djokovic, grandissimo giocatore di risposta, sta servendo con una solidità e una potenza del tutto nuova. Un tassello in più di un mosaico già ricco di talento.

 

E gli altri? Tra le donne ottimo torneo di Flavia Pennetta, così come quello di Simona Halep. La migliore – esclusa Serena – è stata la finalista spagnola Suárez Navarro. Pessima la prestazione di Maria Sharapova, sconfitta all’esordio dalla connazionale Daria Gavrilova, 95 gradini più in basso nel ranking. Martina Hingis vince il doppio con Sania Mirza e dice addio a Flavia, con polemiche dichiarazioni finali.

 

Tra gli uomini continua il momento no di Rafa Nadal. Il maiorchino scende ancora di una posizione in classifica (da ieri è quinto, un gradino sotto il giapponese Nishikori) dopo essere stato estromesso dal torneo dal connazionale Verdasco. Sogna la terra rossa, la terra promessa, per tornare a macinare punti in classifica. Buono, nonostante la finale persa, il percorso di Murray, così come il torneo del giocatore di casa, il bombardiere Isner. (Molto) Male Wawrinka, benino Ferrer. Senza voto gli italiani.

 

Addio cemento, ti ritroveremo quest’estate. Benvenuta terra rossa, è primavera, è il tuo momento.

 

Photo credit: 468688988/Getty Images