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DAL MAR NERO ALL’ABITO DA GALA

Pubblicato il 26 novembre 2014

L’anno scorso vinse il Most Improved Player per essere passata dalla casella di numero 42 al mondo fino alle porte delle migliori dieci. Quest’anno la sua ascesa non si è certo interrotta, anzi. Non solo si è tolta il lusso di partecipare al Master delle migliori a Singapore ma ha anche sfidato Serena Williams nell’incontro decisivo sebbene sia riuscita a raccogliere solo pochi game.

 

Simona Halep è senza dubbio la sorpresa sui generis del tennis in gonnella degli ultimi anni. Nata a Costanza, in Romania, nel settembre del 1991, fino a pochi anni fa fece parlare di sé solo per essersi ridotta l’abbondante seno, considerato un piccolo handicap nella sua crescita professionale. Piccola di statura, fu indirizzata fin da subito al gioco della racchetta da parte del padre, gestore di una piccola fattoria di formaggi. Un’altra figura maschile, sempre di famiglia, è stata però il traino iniziale: Nicolae, il fratello maggiore.

 

Nonostante la sua fisicità non l’aiuti (168 cm), a Parigi nel 2008 vince l’Open di Francia nella categoria junior, così come il Trofeo Bonfiglio di Milano, arrivando al numero uno del ranking. Cinque anni più tardi, a Norimberga, il suo primo successo da professionista di un torneo WTA. Da quel 15 giugno, giorno in cui batte in finale la tedesca Andrea Petkovi?, Simona con la vittoria inizia ad andarci a braccetto: S’Hertogenbosch, sull’erba olandese, poi la terra rossa di Budapest, due vittorie sul cemento a New Haven e Mosca fino al Tournament of Champions di Sofia. Tutto in sei mesi.

 

Quest’anno raggiunge per la prima volta in carriera i quarti di finale di uno Slam in Australia, entra – sempre per la prima volta – tra le migliori dieci del mondo e vince il torneo di Doha dove batte in finale la tedesca Angelique Kerber. Sebbene questi numeri già parlino da soli, il bello per la nativa della città sulle coste del Mar Nero arriva con la primavera. Sotto la Tour Eiffel di Parigi Simona raggiunge la finale del Roland Garros, vince il primo set contro Maria Sharapova ma non può nulla contro il ritorno prepotente della siberiana. Successo dello Slam rimandato. A Wimbledon si ferma in semifinale dopo aver battuto sul suo percorso la finalista del 2013, ovvero la tedesca Sabine Lisicki.

 

A New York il tabellone la inserisce in seconda posizione di partenza, dietro solo alla padrona di casa Serena Williams. Le aspettative sono tante ma la sua strada si ferma un po’ a sorpresa al quarto turno contro la numero 121 del mondo Mirjana Lu?i?-Baron.

A Singapore, dove per la prima volta si veste elegante con le altre migliori sette al mondo, si permette di lasciare solo due game a Serena Williams nel round robin iniziale. Serena, è risaputo, non dimentica nulla. E così quando la ritrova in finale le concede lo stesso trattamento, lasciandole solo le briciole.

La corsa per arrivare tra le migliori è stata rapidissima. Ora arriva il difficile: rimanere stabilmente tra le più forti. Le vertigini, in molti casi, fanno più paura quando si è in cima piuttosto che lungo il sentiero che conduce alla vetta.

 
Photo credit: Gabriel Mitrache / Shutterstock.com