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il campione 3.0

Pubblicato il 15 maggio 2014

Seduti a fianco di odori contrastanti, la pipa al sapore di vaniglia del marito e l'arancia taggiasca sbucciata dalla moglie, assistiamo con piacere alla gara dei bombardieri del primo mattino: il canadese Milos Raonic contro il francese Jo-Wilfried Tsonga.
Nel Granstand c'è un clima più consono a una passeggiata al mare in infradito a Fregene piuttosto che di una partita su un campo rosso infuocato; nonostante questo, i tanti sostenitori del ragazzo di Le Mans cercando di trasformare lo stadio di tubi in una piccola Bastiglia.
Dall'altra parte della rete c'è Milos, un vero talento della racchetta.
Dotato di un poderoso servizio (non è raro vederlo tirare la seconda anche a 200km), sta intraprendendo un costante percorso di crescita tennistica.
Ha le potenzialità per essere un top-class, un nuovo Richard Krajicek, vincitore di Wimbledon 1996.
Come l'olandese di origine ceche ha in comune i colpi di base e la difficioltà ciclopica, per gli avversari, di strappargli i turni di battuta.
Sul rosso certo non può esprimersi al meglio ma tenetelo bene d'occhio per il prossimi Championships sull'erba di Sua Maestà.
Quanto sia difficile strappargli un turno di battuta lo dimostra una reazione di puro orgoglio di Tsonga, uno che nella sua carriera è arrivato anche a contendersi la semifinale del Roland Garros del 2013. Già in svantaggio di un set e un break, Jo-W colpisce d'anticipo un bolide a 224km del canadese. La palla è un vero proiettile e decide di terminare la sua corsa esattamente all'incrocio delle righe.
Boato dello stadio per uno dei colpi più belli visti al Foro in questi giorni.
Il francese, quasi stupito, chiede il sostegno della folla con larghe sbracciate, ampiamente ricompensato da urla di giubilo.
Purtroppo serve a poco perché, qualche secondo dopo, Milos scaglia un altro servizio quasi impercettibile all'occhio umano, tarpando sul nascere i desideri di rimonta transalpini.
Raonic, quasi gobbetto, con i capelli in ordine, una maglia rosso fuoco e una vistosa fasciatura al braccio destro esce dall'arena bollente da vincitore.

Ha la stoffa del campione 3.0, quello della nuova generazione. Vista la prematura uscita di SirRoger, il canadese potrebbe arrivare a giocarsi una semifinale al Foro contro Novak Djolovic.

Percorso invece interrotto per uno dei grandi favoriti.
?Lascia Roma Stanislas Wawrinka, numero 3 al mondo e ultimo vincitore di Montecarlo, sconfitto dall'highlander tedesco Tommy Haas, 36 candeline e nessuna intenzione di lasciare il Foro. Lui che più di dieci anni fa arrivò in finale contro Andre Agassi.
Finale con polemica per Stan, innervosito dai continui consigli ricevuti da Tommy dal suo angolo e non puniti dal giudice di sedia.
La coppia elvetica che si è contesa il trofeo del Principato lascia così la terra romana.

?Roger avrà guardato il suo amico in tv cullando i gemelli?!