blog
home / BLOG / il ruggito della leonessa

il ruggito della leonessa

Pubblicato il 14 maggio 2014

E due! La terra rossa della Grandstand Arena, la struttura tutta tubi del Foro, non ha nè la tradizione nè il prestigio del Centrale parigino del Roland Garros eppure l'esultanza di Francesca Schiavone, oltre che l'abbraccio finale all'allenatrice Laura Golarsa, vale molto di più di un semplice passaggio del turno.

L'ex vincitrice dello Slam francese del 2010 (meglio non dimenticarlo mai, unica italiana ad esserci riuscita) è scesa in campo in una veste nuova. Determinata e grintosa come sempre, ha ritrovato una serenità mentale oltre che a una solida condizione atletica.

La sua partita, la prima del mattino contro Garbine Muguruza, spagnola nata in Venezuela, è iniziata tra pochi intimi ed è finita con il pienone. Avanti subito per 2-0, si è fatta rimontare e ha perso la prima frazione contro l'altissima giocatrice con il cappellino di Paperino, forse anche infastidita da una puntura di un'ape che ha fermato l'incontro per qualche minuto.
La Francesca di qualche mese fa avrebbe tirato i remi in barca.
La Francesca di oggi no. Ha variato colpi, velocità e rotazioni e si è presa di forza il secondo set.
Tutto rimandato al gran finale. Tutto rimandato al tie-break del gran finale. I seggiolini dell'arena erano ormai al completo per sostenere la 34enne milanese, anche il ct azzurro Corrado Barazzutti, nascosto dietro occhiali scuri e cappellino bianco. "Daje France" e "Questa è la palla buona" facevano da colonna sonora prima di ogni servizio o ogni risposta.

E così è stato.

Il salto d'esultanza e il sorriso sono quelli delle grandi occasioni, seppure non rappresentino la vittoria di uno Slam. Per me poter giocare e potermi sentir bene è vita, ci aveva detto dopo il primo incontro. La felicità di oggi ne è la controprova.

Sentimenti opposti per Camila Giorgi. La giovane campionessa italiana incappa in errori di gioventù e perde l'occasione di continuare il suo cammino tra i marmi del Foro. Stesso campo-stessa vittoria non valgono il detto.
Camila era tornata al Pietrangeli per affrontare la statunitense McHale dopo aver battuto la slovacca Cibulkova.
Cammino opposto del match di Francesca.
Vinto il primo parziale, non riesce bene ad interpretare le traiettorie del vento e si lascia sfuggire via (vien proprio da dire così) la partita.
Più tardi, tra i taccuini dei giornalisti, rimarca di aver giocato ieri pomeriggio il doppio che proprio non fa per lei.
"È un altro sport, io voglio rimanere sola in campo".