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BORIS vs GORAN

Pubblicato il 11 maggio 2014

Il profumo della mortadella surclassava di gran lunga quello dei gelsomini in fiore.
L'orario e il clima domenicale erano ideali per un panino grande come la Provincia di Frosinone tra i viali stracolmi di appassionati del Foro Italico.
Stava trascorrendo un normale inizio pomeriggio nella giornata inaugurale dei tabelloni maschili e femminili degli Internazionali 2014.
Il tifo assordante e "caciaro" dell'Olimpico, il gemello confinante dello stadio dei marmi, per il big match Roma-Juve era ancora lontano diverse ore.

D'improvviso tutti i panini e i conetti di fritto si sono diretti forsennatamente in un'unica direzione: il campo Nicola Pietrangeli.
Con lo zaino sulle spalle e l'accoppiata panino-birra tra le mani, padri di famiglia hanno condotto i loro figli nel campo intitolato all'ambasciatore italiano con i capelli grigi e gli immancabili occhiali da sole. La causa di questa frenetica caccia al posto a sedere? Un normale allenamento tra due giocatori.

Che poi tanto normale non è quando sulla terra rossa si presentano Novak Djokovic e Stanislas Wawrinka.

Il campione serbo e l'ultimo vincitore degli Australian Open nonché di Montecarlo avevano "prenotato" il Pietrangeli per una partita ufficiosa per prendere più confidenza con il terreno del Foro. Quella che sulla carta potrebbe anche essere la finale di Roma (Nadal e Federer permettendo) si stava svolgendo sotto gli occhi di centinaia di bambini, così vicini al terreno di gioco quasi da toccarli. Novak&Stanislas non hanno certo spinto su ritmi forsennati ma non per questo hanno lesinato colpi di tutto rispetto.

I più anziani hanno anche potuto vedere con i propri occhi l'evoluzione della pancia di Boris Becker.
Il campione tedesco, perfettamente cotonato nel suo capello biondo, dispensava qualche consiglio all'ex numero uno mentre sugli spalti si ironizzava sulla silhouette, non più esile come ai tempi in cui vinceva Wimbledon ancora minorenne. Non sempre appendere la racchetta al chiodo vuol dire triplicare il proprio volume corporeo.

La riprova è stata data qualche ora prima da Goran Ivanisevic, l'attuale allenatore di Mario Cilic. I panini, con i loro legittimi proprietari, erano ancora sulle piastre mentre l'uomo di Split cercava di insegnare i trucchi del mestiere al top ten croato. Goran, capelli un po' più lunghi dei momenti d'oro, non sfigurava dentro il suo completino nero, lo stesso colore utilizzato da Becker per scendere in campo ma che non permetteva di nascondere le birre di troppo. Ivanisevic contro Becker, al Foro Italico, sul Pietrangeli. Purtroppo è stato solo uno scambio di campo, nelle loro nuove vesti di allenatori, ma i più "anziani" tra gli spettatori hanno avuto un leggero brivido nel rivederli vicini. Due giganti del tennis, possessori di due dei servizi più belli e potenti degli ultimi quarant'anni.

Pensate che sfida. Succede anche questo nella domenica iniziale del torneo.
Campioni che scaldano i muscoli per i primi turni e si sottopongono a sessioni di autografi con i fan. Giornalisti che cercano di scoprire quando (e se) arriverà il papà Federer dalla Svizzera.
?Vecchi tifosi che sognano un set tra due leggende della racchetta. Goran non avrebbe problemi, magari a Boris consigliamo un'insalata in più e una media chiara in meno.