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UN WEEKEND IN FAMIGLIA

Pubblicato il 28 aprile 2014

Rafa Nadal è alle prese con la sua Waterloo della terra rossa. Lui, dominatore assoluto del Principato di Monaco e del piccolo feudo di Barcellona, ha abdicato consecutivamente nei territori lussuosi di Alberto e sotto le colline di Pedralbes. L’uomo che ha vinto tutto sulla superficie più lenta del circuito sta assaggiando le tartine della delusione.

Premessa d’obbligo: l’anormalità non ricade nelle due sconfitte consecutive di Rafa da Manacor bensì nella sua striscia di vittorie. Non è normale che un mancino vinca otto volte consecutive a Montecarlo e venga sconfitto in finale nel 2013. Come non è normale che Rafa fosse imbattuto a Barcellona dall’inizio del Millennio. Però è successo. Ai vincitori una magra “felicità”: così come Ferrer è stato sconfitto il turno successivo dopo aver alzato le braccia al cielo contro il maiorchino, così Almagro non ha avuto il tempo di assaporare la prestigiosa vittoria che ha dovuto mettere via le racchette 24 ore dopo.

Una Barcellona senza più padrone e alla ricerca di un accento diverso dallo spagnolo nell’albo d’oro (6 atleti della Roja e Gastón Gaudio dal 2001 ad oggi) si è rifugiata nel Sol Levante. Kei Nishikori è il primo atleta asiatico a vincere il trofeo Conde de Godo dopo aver battuto in una torrida giornata di fine aprile il colombiano Santiago Giraldo. Una finale veloce, con poca storia e poco pathos (doppio 6-2) non ha quasi dato il tempo agli spettatori di godersi un gelato guardando una partita di tennis. E così il giapponesino di Matsue scavalca in classifica il nostro Fabio Fognini guadagnando ben 5 posizioni mentre il ligure, dopo l’abbandono a causa di un infortunio al primo turno proprio contro Giraldo, retrocede di due. Il distacco dalla top ten e dall’americano John Isner sale ora a 365 punti.

Kei, cinque trofei in bacheca, non aveva mai vinto su una superficie lenta. Non ha certamente incantato i catalani accorsi al Real Club de Tenis della città di Gaudí ma si è guadagnato lo spazio in tabellone lasciato libero dalla prematura sconfitta di Ferrer.

A proposito di ranking, se Rafa Nadal non dovesse raggiungere i quarti di finale e il futuro papà Nole Djokovic dovesse vincere il prossimo torneo Master 1000 di Madrid, il serbo potrebbe tornare a occupare la casellina numero uno della classifica maschile. Impresa non semplice ma matematicamente possibile. Rafa non vorrà abituarsi alla sconfitta e vorrà ritrovare le giuste misure del suo tennis che tanto lo ha reso grande. Nole, dopo la bella notizia diffusa in rete, dovrà capire come reagisce il suo fisico al piccolo infortunio dell’ultimo torneo.

Chi non pensa alla maternità (almeno per ora) ma alla carriera è Maria Sharapova. Dopo essere stata molto vicina alla sconfitta in finale a Stoccarda contro Ana Ivanovic, la siberiana si porta a casa il trofeo tedesco e una splendida macchina, tra l’altro già suo sponsor “personale”. Dodici mesi di digiuno da vittorie interrotte con il 30º titolo assoluto. Una gioia da festeggiare in famiglia, seppur a distanza. Il fidanzatino bulgaro Grigor Dimitrov impiega 80 minuti per battere Lukas Rosol nella finale di Bucarest e mette in bacheca il suo secondo titolo stagionale dopo Acapulco. 

Rafa triste, Kei sorridente, Fabio pensieroso, Masha&Grigor entusiasti. Sarà così anche al prossimo appuntamento nella Capitale di Juan Carlos?