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Formichine 2.0

Pubblicato il 23 marzo 2012

Come delle piccole formichine. In coda ma “in ordine sparso”.
Se dovessimo dipingere la presenza dei tennisti su twitter, siano essi leggende oppure attuali giocatori, non potremmo trovare che immagine migliore.
Le nostre formichine (a differenza della dispendiosa e stralunata cicala) portano in onda, anzi in rete, qualcosa di caratteristico.
Seguendoli con la telecamera troviamo Djokovic che posta immagini curiose, Sharapova che ci trasmette una sua intervista di quando aveva 12 anni (impressionante la somiglianza, le movenze e l’attitudine e stare davanti allo schermo). Murray con il suo avversario abbracciati come amici durante la sospensione per pioggia di un match.
Federer con il recente trofeo di Indian Wells (diciamo, con la coppa in mano e la bandiera della Svizzera assomiglia di più ad un velista di Alinghi!). Nadal con i capelli alla rinfusa che pubblica una foto insieme a Ben Stiller (più alla rinfusa di lui!).
Se non leggessimo il sottotitolo “play tennis around the world” di Caroline Wozniack potremmo scambiare la sua immagine per una posa di Victoria Secret.
Gustavo Kuerten (si proprio lui, Gustavo!) con più di 600.000 seguaci. Boris Becker che pubblica qualcosa ad ogni scoccar dell’ora.
Le formichine ci regalano vita reale.
Complimenti sinceri per gli avversari. Oppure un Pat Cash emblematico che sbarca in Messico. Kim Clijster che chiede un numero di telefono perso. Le immagini di famigliola felice di Andre Agassi-Stefi Graf.
Siamo twitter-dipendenti. Lo si era capito?! Le formichine non finiscono mai.