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Sinner e Rune, che carattere!

Pubblicato il 27 maggio 2022

Jannik vince di carattere una partita non banale, mentre Rune continua travolgendo gli avversari. I due giovani rampanti cercano spazio nella parte bassa del draw. Tra le donne, c’è la bella favola della francese Leolia Jeanjean. Ecco i temi del secondo turno del Roland Garros.

Tra i giovani della nuova, anzi nuovissima generazione, ce ne sono diversi che, accanto al talento, aggiungono una dose importante di carattere. Il primo nome che viene in mente è quello di Carlos Alcaraz, che contro Ramos si è salvato a un passo dal baratro. Ma in realtà ce ne sono altri due che sotto il profilo della personalità non scherzano affatto. Uno è il danese Holger Rune, l’altro è Jannik Sinner.

SINNER, UNA VITTORIA CHE CONTA

Non sta giocando il miglior tennis della sua vita, Jannik Sinner. Ma ormai sappiamo, perché lo vediamo e perché lo hanno ripetuto sia lui, sia coach Vagnozzi, che questo è un periodo di passaggio. Eppure ci sono qualità che sono innate e non risentono dei lavori in corso. Si tratta di quelle qualità che hanno a che vedere con i punti decisivi, con la vittoria o con la sconfitta.

Lo spagnolo Roberto Carballes Baena, i cui risultati sono figli del lavoro e della corsa, ha provato ad alzare il suo muro di fronte all’altoatesino. Il quale ha perso il primo set, stava per complicarsi anche il secondo, ma alla fine è uscito indenne da una sfida non banale. Il prossimo match contro l’americano McDonald è un altro match abbordabile ma insidioso. Sinner è in cammino e il sorteggio è stato benevolo, ma sarà quando innesterà un’altra marcia che ci divertiremo davvero.

RUNE CRESCE

Le ultime settimane hanno visto una crescita esponenziale di uno dei talenti più puri emersi in questi anni. Holger Rune, danese, 19 anni e un carattere difficile ma vincente, sta mostrando che non è affatto un bluff. A inizio aprile, che non è una vita fa, aveva trionfato nel Challenger di Sanremo, peraltro cedendo un set in finale a Francesco Passaro.

Ma dopo quel torneo è entrato in un’altra dimensione: a Monte-Carlo ha battuto Karatsev e fatto ammattire Ruud, a Monaco di Baviera ha vinto il suo primo titolo Atp, a Lione è arrivato in semifinale e adesso al Roland Garros sta capitalizzando tutta quella fiducia.

L’esordio contro Denis Shapovalov sembrava complicato, e in effetti lo era, ma al di là dei demeriti del canadese è stato proprio lui, Holger, a mettere il turbo. Una condizione strepitosa confermata anche dal secondo turno, dominato contro Henri Laaksonen. Una sfida contro Stefanos Tsitsipas negli ottavi sarebbe da non perdere per capire davvero il suo valore.

LEOLIA JEANJEAN E IL VALORE DELL’ATTESA

Leolia Jeanjean, con il suo bel nome da attrice di film in bianco e nero, è già una delle protagoniste di questa edizione del Roland Garros. Mentre i francesi attendono qualche campione o campionessa da Slam che al momento non si vede nemmeno all’orizzonte, Leolia ha raggiunto il terzo turno battendo Karolina Pliskova per 6-2 6-2.

Al di là dell’attuale condizione della ceca, troppo lontana dalla sua versione migliore, il risultato ha fatto rumore perché la transalpina è numero 227 del mondo, ed era al suo primo torneo dello Slam. Eppure, nonostante giochi un bel tennis (come molte delle sue connazionali), la nativa di Montpellier va verso i 27 anni, che festeggerà il prossimo mese di agosto. Dove si era nascosta, dunque, in precedenza? Semplice, stava studiando.

Tanto che per un periodo di 6-7 anni non ha quasi toccato una racchetta. Leolia ha giocato con regolarità a livello internazionale fino al 2014, per poi disputare 4 tornei dal 2015 al 2020 (compreso), mentre si metteva sui libri negli States, alla Lynn University. Dal 2021 è ripartita e questo di Parigi è il suo miglior risultato in assoluto. Un risultato che potrebbe spalancarle un’altra carriera.

SONEGO-RUUD, TERZO TURNO DI FUOCO

Lorenzo Sonego non stava vivendo la sua migliore stagione, prima di arrivare a Parigi. Ma Lorenzo ha qualcosa che brucia dentro, quando arrivano i tornei dello Slam, e al di là dei risultati che ottiene sa trasformarsi e dare il massimo. Nei primi due turni del Roland Garros 2022 ha convinto, oltre a vincere. E adesso si trova di fronte uno dei favoriti per il titolo.

Sì perché Casper Ruud non starà in prima fila, per il trionfo finale, ma si mette appena dietro al terzetto formato da Novak Djokovic, Rafael Nadal e Carlos Alcaraz. Il numerino accanto al suo nome indica la testa di serie numero 8, ma in fondo – per i risultati ottenuti sul rosso – appare più pericoloso il norvegese di altri che lo precedono.

La sua solidità sarà un test duro per il piemontese, che però fin qui ha dominato Gojowczyk e ha ridimensionato un Joao Sousa capace di riemergere a buoni livelli dopo un lungo periodo nero. Proprio contro Ruud, pochi giorni fa, il portoghese aveva perso la finale del torneo di Ginevra solo per 7-6 al terzo. Una piccola speranza in più per il giocatore azzurro.

SWIATEK 30 E LODE

Iga Swiatek non ha nessuna intenzione di fermarsi. Di più: la polacca non solo vince, ma domina al punto che le avversarie sono costrette a esultare quando fanno un game. È accaduto più o meno questo ad Alison Riske, che pure non è affatto una sprovveduta. L’americana è numero 43 al mondo e – anche se non è esattamente una specialista del rosso – ha abbastanza esperienza per evitare figuracce.

Il problema è che la numero 1 del mondo, al momento, è talmente più forte delle altre e talmente sicura di sé da scavare immediatamente un solco incolmabile contro chiunque. È finita 6-0 6-2 in 61 minuti, ma forse alla povera Alison poteva pure andare peggio. Iga nel frattempo è arrivata a quota 30 partite vinte di fila. Vincere, anzi rivincere a Parigi come già accaduto nel 2020, a questo punto diventa quasi obbligatorio.