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Davis: a Bologna, Italia e Croazia favorite

Pubblicato il 26 aprile 2022

Il sorteggio della Davis Cup 2022 ha messo l’Italia nel girone A, insieme a Croazia (finalista nel 2021), Argentina e Svezia. La qualificazione è possibile ma non semplice. Ecco l’analisi delle nostre avversarie. In gioco c’è l’approdo a Malaga per le fasi finali

Saranno Croazia, Argentina e Svezia le tre squadre presenti a Bologna, insieme all’Italia, nel girone A della Davis Cup 2022. Il sorteggio andato in scena a Malaga, che sarà la sede delle fasi conclusive – quarti, semifinali e finali – ha dunque proposto un raggruppamento abbordabile per il team capitanato da Filippo Volandri. Saranno le prime due a proseguire la loro avventura, non sarà una passeggiata ma di certo poteva andare peggio. Potevamo pescare, per esempio, la Serbia di Novak Djokovic (che invece è finita nel girone B, con la Spagna), oppure l’Australia di Alex De Minaur e compagni. 

A farci paura ci saranno la Croazia, che ci ha eliminati nel 2021, e un’Argentina che però sembra più pericolosa sul lento, piuttosto che sul rapido che sarà steso a Bologna. Un passo indietro, in teoria, è invece la Svezia dei fratelli Ymer, certamente lontana dai fasti del passato, quando il team scandinavo è rimasto a lungo tra i favoriti della competizione. Nel girone B (a Valencia), oltre a Spagna e Serbia, ci saranno anche Canada e Corea del Sud; nel gruppo C (ad Amburgo), si ritroveranno Francia, Germania, Belgio e Australia; infine, nel girone D (a Glasgow), al via Stati Uniti, Gran Bretagna, Kazakistan e Olanda. Tutti gli incontri si giocheranno dal 14 al 18 di settembre, mentre le Finals di Malaga andranno in scena dal 21 al 27 novembre.

DI NUOVO CROAZIA, SARÀ RIVINCITA?

L’unico top 100 croato attualmente presente nel ranking Atp è Marin Cilic, 33 anni, numero 23 al mondo e vincitore degli Us Open nel 2014. Ma la Croazia era ugualmente poco considerata solo qualche mese fa, quando riuscì – malgrado la sconfitta dello stesso Cilic contro Jannik Sinner – a eliminare gli azzurri dalla competizione, spingendosi poi fino all’ultimo atto. Il team biancorosso conta sull’altalenante Borna Gojo (oggi 217), su Nino Serdarusic (187) e sul giovane Duje Ajdukovic (238), oltre che sul rientrante Borna Coric (adesso 262, ma con un passato recente da numero 12). 

Il vero punto di forza sta però nel doppio, con la coppia formata da Nikola Mektic e Mate Pavic che rimane tra le più forti al mondo (oggi è numero 13 della Race) e che con la Nazionale ha dimostrato di essere una garanzia. Dunque, dobbiamo avere paura della Croazia? Forse no, ma dobbiamo prendere l’impegno molto sul serio, possibilmente presentandoci a ranghi completi e con un doppio competitivo. In più, avremo una sana voglia di rivincita, che in questi casi non guasta mai. 

ARGENTINA, INCOGNITA SUPERFICIE

Se è piuttosto semplice dare una valutazione complessiva del team croato, è molto più complesso capire il reale valore dell’Argentina, in teoria l’ago della bilancia per le sorti del girone. Accanto a Diego Schwartzman (15 Atp), c’è un gruppo di giocatori di alto livello, composto da Federico Delbonis (36), Francisco Cerundolo (47), Federico Coria (52) e Sebastian Baez (59). Tutti temibili, ma tutti specialisti della terra battuta. 

A Bologna, invece, si giocherà sul sintetico indoor, e allora bisognerà capire che tipo di superficie riusciremo ad approntare per l’occasione: con un terreno più rapido, è chiaro che Berrettini, Sinner e compagni avrebbero un vantaggio importante. In ogni caso, è bene non sottovalutare i sudamericani, che in Davis sanno sempre esaltarsi. Nel mentre, da qui a settembre, bisognerà inoltre vedere che tipo di progressi saprà compiere Sebastian Baez, uno degli emergenti del circuito, possibile secondo singolarista insieme all’altro ‘Peque’, Schwartzman.

SVEZIA, NEL RICORDO DI UN IMPERO

Ormai da tanti anni, la Svezia vive nel lontano ricordo di un gruppo straordinario, che ha consentito al Paese scandinavo di mantenersi a lungo tra le potenze mondiali nel tennis del secolo scorso. Personaggi come Bjorn Borg, Mats Wilander, Stefan Edberg, giusto per citare i tre più famosi, sono però difficilmente rimpiazzabili, e dopo il periodo di Robin Soderling non c’è più stato nessuno in grado di dire la sua per i tornei importanti.

Oggi il numero 1 di Svezia è appena dentro ai top 100, Mikael Ymer (97 Atp). Alle sue spalle, c’è il fratello Elias, numero 130. Dietro di loro, il vuoto. I due ragazzi di origine etiope hanno già fatto un mezzo miracolo nel portare la loro squadra nella fase a gironi, ma immaginarli andare oltre è onestamente un esercizio complicato. Qualcosa di legato al tifo, più che alla ragione.

LE PROSPETTIVE DEGLI ALTRI

Per tutti questi motivi, Italia e Croazia sembrano partire favorite per la qualificazione alle Finals di Malaga, in Andalusia, città scelta un po’ a sorpresa per il momento clou, dopo che inizialmente era stata indicata come una delle sedi dei gironi. Si tratta di un’edizione importante, per la Davis Cup, dopo le difficoltà degli anni scorsi, con la cancellazione (causa pandemia) dell’evento del 2020 e un 2021 senza la Spagna nelle Finals di Madrid. 

Proprio la Spagna non avrà un girone semplice, di fronte a Serbia e Canada, con i nordamericani che peraltro furono già avversari del team iberico in occasione della finale del 2019, vinta da Nadal e compagni. Ma anche gli altri due raggruppamenti potrebbero vedere un certo equilibrio. Nel girone C, la Germania potrà sfruttare il fattore campo e il ritorno di Alexander Zverev, ma Francia e Australia non sono mai avversarie da prendere alla leggera. Più agevole, in teoria, il compito di americani e inglesi nel girone D, quello in programma a Glasgow, dove Kazakistan e Olanda partono un gradino sotto le rivali.

Rispetto agli anni scorsi, la Davis Cup cambia ancora formula ed elimina il problema delle migliori seconde, formando quattro raggruppamenti da quattro invece che sei da tre. Un torneo che risulta dunque più ordinato e più semplice da comprendere, con le migliori due di ogni girone che si ritroveranno nella griglia dei quarti di finali. In caso di vittoria nel girone A, l’Italia troverebbe nei quarti la seconda del gruppo D, mentre se fossero gli azzurri a qualificarsi come secondi, gli avversari successivi sarebbero i vincitori del gruppo B.