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Berrettini-Sinner-Seppi, che tris!

Pubblicato il 3 settembre 2021

Ci sono chance di arrivare alla seconda settimana degli Us Open per tutti e tre gli italiani rimasti in gara. Mentre Novak Djokovic attende Kei Nishikori per il primo vero test del torneo che potrebbe portarlo nella leggenda. Ecco 5 temi caldi proposti dal secondo turno sui campi di New York

Tre italiani che possono puntare agli ottavi di finale, persino con un derby in vista. Il tennis azzurro esce dal secondo turno degli Us Open decisamente rinfrancato rispetto a un esordio balbettante. Malgrado la sconfitta di Lorenzo Musetti (e di Paolini e Trevisan nel torneo femminile), c’è un terzetto tricolore che vanta legittime ambizioni di approdare alla seconda settimana. Attraversiamo tre generazioni diverse: il ventenne Sinner, una realtà ormai consolidata come Berrettini e l’esperto Seppi a recitare da protagonista inatteso.

IMMENSO SEPPI

La copertina, come dopo il primo turno, la merita di nuovo lui. 37 anni, una carriera da prendere a esempio (nella quale ha battuto sia Roger Federer, sia Rafael Nadal), Andreas Seppi sta raggiungendo a grandi passi l’obiettivo stagionale che si era posto: rimanere nei top 100 Atp per un altro anno ancora. Si pensava che dopo il trionfo in cinque set contro Fucsovics all’esordio, avrebbe pagato la fatica di fronte a Hubert Hurkacz, invece ha chiuso addirittura in quattro set e in rimonta, dimostrandosi più brillante del polacco in ogni settore del gioco. A questo punto un derby con Matteo Berrettini (che varrebbe un posto nei quarti) non è impossibile, anche se il tedesco Oscar Otte, come sa bene Lorenzo Sonego, non è da sottovalutare.

ATTENTI A IVASHKA E MONFILS

Erano favoriti, e non di poco, contro Moutet e Svajda. Hanno vinto entrambi in quattro set, senza brillare particolarmente, ma riuscendo comunque a trarre il meglio dal loro tennis nei momenti decisivi. Matteo Berrettini ha patito il vento (come ha poi ammesso alla stampa) e soprattutto un Moutet ispirato, che si stava divertendo a suon di magie e drittoni a duecento all’ora. Sinner non conosceva Svajda e a tratti lo ha sofferto, recuperando un secondo set che si è poi rivelato decisivo per il successo. Entrambi dovranno giocare meglio se vorranno andare avanti, perché Ilya Ivashka (per Matteo) e Gael Monfils (per Jannik) non concederanno lo stesso spazio dei rivali di secondo turno. In particolare, Berrettini ha in sorte un avversario che nelle giornate buone può far male a tutti. Lo ha battuto facilmente a Wimbledon, ma il cemento dovrebbe accorciare le distanze.

NOLE VA VELOCE, MA ORA…

Dopo il set perso contro Rune, stavolta Novak Djokovic ha concesso le briciole all’olandese Tallon Griekspoor, risparmiando energie preziose in vista delle prossime partite. Del resto gli Slam, e Nole ne sa qualcosa, si vincono anche così, durante i primi step del percorso, lasciando benzina sufficiente nel serbatoio per quando le partite si faranno più complicate. Ora, per esempio, il livello si alza in maniera importante, visto che al terzo turno per il numero 1 del mondo c’è il giapponese Kei Nishikori. I due si sono affrontati ben 19 volte, e in 17 di queste ha prevalso il serbo. In una delle due rimanenti occasioni, però, Kei ha provocato la sorpresa proprio sul duro newyorkese, nella semifinale del 2014. Forse non è sufficiente per mettere paura a chi punta al Grande Slam, ma è senz’altro un primo test significativo in attesa di entrare nelle fasi calde della seconda settimana.

PLISKOVA E SWIATEK, CHE RISCHI!

Il torneo femminile si sta sviluppando senza grosse sorprese, e questa è paradossalmente la sorpresa più grande. Procedono a passo spedito Barty, Kvitova, Andreescu nella parte alta del draw; Svitolina, Halep, Azarenka, Osaka (che ha approfittato del ritiro della Danilovic) nella sezione inferiore. Ma due delle favorite hanno rischiato moltissimo, nei loro match di secondo turno. Iga Swiatek, che sta cercando di trovare anche sul duro la stessa sicurezza che palesa sulla terra, si è trovata sotto di un set e per 2-0 nel secondo contro la francese Fiona Ferro, poi dominata al terzo. Karolina Pliskova, invece, è andata in svantaggio per 5-2 nel tie-break decisivo contro Amanda Anisimova, ha annullato pure un match-point ma alla fine è riuscita a uscirne viva, pur rimanendo in campo 2 ore e 21 minuti. Decisivo il servizio: per la ceca, alla fine, la bellezza di 24 ace.

PAOLINI IN CRESCITA

Non è rimasta alcuna azzurra nel tabellone femminile, ma questa, visti i sorteggi, non è una notizia. Ciò che invece è interessante analizzare è la crescita di Jasmine Paolini, ragazza che è un prodotto federale nel senso più pieno del termine, e che sta trovando fiducia partita dopo partita, torneo dopo torneo. Contro Vika Azarenka doveva essere la vittima sacrificale, invece se l’è giocata eccome, portando pure con sé qualche rimpianto per l’andamento di un secondo set terminato al tie-break. A ‘Jas’ il talento non ha mai fatto difetto, i colpi le scorrono (soprattutto quando si scioglie) e tutto sommato non ha punti deboli particolari. Deve abituarsi a giocare partite come questa, poi un giorno le vincerà. Anche sul duro.