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Tennis e Covid, la prova della seconda ondata

Pubblicato il 16 ottobre 2020

La seconda ondata della pandemia mette alla prova nuovamente il mondo del tennis, che però ha dimostrato di saper reagire, anche di fronte a casi di positività all’interno di un torneo. Come quelli di Fognini e del ‘fuggitivo’ Querrey. Intanto Melbourne aspetta Federer e spera che l’estate australiana si riveli un aiuto.

Durante il periodo più buio dell’emergenza coronavirus, in pieno lockdown, il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi lasciava trasparire tutta la sua preoccupazione per il circuito di cui è a capo: “Possiamo sopportare sei mesi senza giocare, forse un anno – diceva – ma non sono sicuro che saremmo in grado di andare oltre”. Il Tour è ripartito in tempo per salvare una buona metà di questa stagione maledetta: fin qui si sono disputati tre Slam su quattro, due Masters 1000 (Roma e Cincinnati) e diversi tornei 250 e 500, con alcune new entry (per esempio la Sardegna) inserite all’ultimo momento proprio per dare agli atleti una chance in più di giocare. Adesso, tuttavia, siamo di fronte a quello che gli esperti ipotizzavano da tempo, la seconda ondata. E allora il problema per lo sport, come per la vita di ogni giorno, si ripresenta tale e quale, anche se oggi siamo più attrezzati – anche mentalmente – per capire come affrontarlo.

FOGNINI E QUERREY POSITIVI

Le ultime notizie dal Tour hanno destato preoccupazione, in particolare per un paio di positività al Covid-19, peraltro corredate da storie estremamente diverse fra loro. A Pula, Fabio Fognini ha accusato un leggero malessere, è stato testato ed è risultato contagiato. Ovviamente ha dato forfait, si è messo in quarantena all’interno del Forte Village e ne uscirà quando si sarà ripreso, con tanto di tampone negativo. A San Pietroburgo, invece, è andata in maniera un po’ diversa: nell’Atp 500 in Russia, è stato Sam Querrey a risultare positivo, ma il pivot americano ha pensato bene di fuggire con un volo privato all’alba (senza avvisare nessuno) quando ha saputo dell’arrivo di medici che avrebbero potuto imporre a lui, alla moglie e al figlio appena nato un ricovero precauzionale. Una vicenda sulla quale si sta indagando in maniera seria. Detto questo, nessuno dei due tornei ha pensato di fermarsi per via di queste positività. Anzi, persino i giocatori che erano stati a stretto contatto con i contagiati, come Lorenzo Musetti in Sardegna, sono stati controllati, sono stati testati negativi e hanno proseguito la manifestazione. Uno scenario totalmente diverso da quello di marzo, quando Indian Wells non si giocò per la notizia di una manciata di positivi nell’area del torneo.

UN’ALTERNATIVA ALLA BIGLIETTERIA

Il tennis, insomma, ha saputo resistere e reagire. Anche se la maggior parte degli eventi si è svolta a porte chiuse, e quelli che hanno lasciato aperto al pubblico hanno potuto accogliere solo poche migliaia di spettatori. Con conseguenze molto serie sotto il profilo finanziario. Proprio per questa ragione, ossia per l’impatto che l’emergenza sanitaria ha avuto (e probabilmente avrà ancora per un certo periodo) sulla biglietteria, diventa ancora più importante del previsto sviluppare in fretta l’idea di un’alternativa, quell’idea che è parte fondamentale del programma di Gaudenzi, non solo per l’Atp ma per l’intero mondo del tennis dei pro. Alternativa che significa una cosa sola: creare un fronte comune per far sì che il prodotto tennis diventi sempre più appetibile per le televisioni, e dunque riesca a ritagliarsi una fetta ben più consistente di entrate rispetto a quella attuale. Il concetto della crescita perpetua, anche per lo sport, è ormai superato e fuori dal tempo. È pensabile che in tempi brevi la maggiore parte dei tornei non potrà mantenere gli standard economici del passato recente. Però allo stesso tempo è bene pensare a una soluzione che vada oltre, che permetta di trarre il massimo da uno sport che per popolarità mondiale è secondo a pochi.

L’AUSTRALIA E FEDERER, UNA SPERANZA

Intanto si pensa già alla stagione 2021, con il mese di gennaio come banco di prova importante. Mentre nell’emisfero boreale sarà inverno, con tutte le problematiche annesse, in quello australe sarà estate. E per questo lo Slam di Melbourne mantiene in questi giorni una parvenza di ottimismo, non solo per la disputa regolare della manifestazione, ma persino per la possibilità di accogliere una certa percentuale di pubblico. Il tutto in un evento che dovrebbe segnare il ritorno in campo di Roger Federer. Mentre non sappiamo ancora per quanto tempo dovremo fare i conti con il virus che sta stravolgendo le abitudini di tutto il mondo, ritrovare uno Slam con i Big 3 sarebbe per tutti gli appassionati un segnale importante di speranza e una prova di normalità.