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I 100 giorni che hanno cambiato il tennis

Pubblicato il 18 giugno 2020

Dalla cancellazione di Indian Wells all’annuncio della ripresa del circuito pro sono passati esattamente 100 giorni. Era il 9 marzo scorso, quando il mondo del tennis fu definitivamente travolto dalla pandemia di coronavirus. Da agosto, però, si riparte. Con due Slam, gli Internazionali BNL d’Italia e il Wta di Palermo.

Dall’annuncio della cancellazione del Masters 1000 di Indian Wells all’annuncio della ripresa del circuito professionistico sono passati esattamente 100 giorni. Era il 9 marzo scorso, quando il mondo del tennis fu definitivamente travolto, come ogni altra attività sociale, dalla pandemia di coronavirus. Un segnale, però, c’era già stato in precedenza, esattamente il 23 febbraio: a Bergamo, tra le città più duramente colpite (in Italia e non solo) dall’emergenza sanitaria, non andò in scena la finale del Challenger tra l’ucraino Illya Marchenko e il francese Enzo Couacaud. Le autorità decisero che era troppo rischioso radunare duemila persone nello stesso luogo dopo i primi casi accertati in provincia, e optarono per far chiudere in anticipo la manifestazione. Una decisione che probabilmente, visto quello che è accaduto in seguito in Lombardia, ha avuto il merito di salvare parecchie vite.

PRIMA LE DONNE

Atp, Wta e Itf hanno annunciato il ripristino dei calendari, ovviamente stravolti in seguito a tre mesi di sospensione, che diventeranno cinque al momento della ripresa effettiva, prevista a inizio agosto per le ragazze, a metà agosto per gli uomini. In questo momento, tuttavia, non è il caso di fare gli schizzinosi: l’unica cosa che conta è rimettere in moto una macchina rimasta ferma troppo a lungo, e farlo mettendo in pista tutte le misure di sicurezza necessarie per minimizzare i rischi di qualsiasi persona impegnata nel circuito, dai giocatori agli addetti ai lavori, passando per il pubblico laddove sarà possibile (almeno in parte) mantenerlo. Insieme ai due Tour principali, inoltre, ripartiranno anche i Challenger e gli Itf (dal 17 agosto): un dettaglio affatto trascurabile se pensiamo che la stragrande maggioranza dei professionisti è impegnata proprio in quei tornei, spesso dimenticati dai media ma fondamentali per la tenuta del movimento.

DUE SLAM IN UN MESE E MEZZO

‘I calendari – si legge nel comunicato apparso sul sito Atp – sono ancora in fase di elaborazione e sono soggetti a modifiche e aggiustamenti in base all’evolversi dell’emergenza nei vari Paesi’, ma questa è soltanto una precisazione dovuta in tempi di grande incertezza come quelli che stiamo vivendo. “Il nostro obiettivo – ha spiegato invece il presidente Atp Andrea Gaudenzi – è quello di ricalendarizzare nei prossimi mesi la maggior parte degli eventi già programmati da agosto in poi, o andati persi nelle settimane di sospensione. È stato e sarà uno sforzo importante, da parte nostra, degli organizzatori e dei giocatori”. Il circuito maschile comincerà da uno dei Paesi messi in ginocchio dal coronavirus, gli Stati Uniti. Comincerà con Washington e poi con il Masters 1000 di Cincinnati, spostato sugli stessi campi di New York dove dal 31 di agosto si disputeranno gli Us Open. In seguito, a settembre, sarà la volta di Madrid, Roma e Roland Garros (dal 27 settembre), mentre il resto della stagione è ancora da strutturare. Di certo, c’è che il Tour non andrà oltre le Atp Finals di Londra.

IL RUOLO DELL’ITALIA

In questa fase di rilancio, il nostro Paese assume un ruolo centrale. In primo luogo per gli Internazionali BNL d’Italia, che scatteranno dal 20 settembre e che dunque non mancheranno l’edizione dei 90 anni dalla nascita, datata 1930. “Dovranno essere riorganizzate le misure di sicurezza di questa edizione particolare – ha sottolineato il presidente Fit Angelo Binaghi –, ad esempio è possibile che tutti i posti di tutti i campi siano numerati. E che, di concerto con Atp e Wta, ci si possa alzare e sedere anche durante i game, per evitare assembramenti durante le pause dei cambi campo. Noi siamo considerati tra gli sport più sicuri, dobbiamo fare un piano intelligente e innovativo in modo che questa sicurezza valga anche per il pubblico”. L’Italia ripartirà in grande stile con un altro evento, il Wta di Palermo, che aprirà il nuovo calendario femminile dal 3 di agosto. Infine, i Challenger: potrebbero salvarsi quelli in programma a L’Aquila, Genova, Biella, Firenze e Ortisei, senza contare eventuali recuperi di eventi sospesi durante la pandemia. Tuttavia, c’è chi ha già rinunciato, per esempio il torneo di Como, che ha dato appuntamento al 2021.