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Una Davis mai vista

Pubblicato il 6 marzo 2020

La partita di Davis più anomala della storia del tennis azzurro va in scena a Cagliari, a porte chiuse e in piena emergenza coronavirus: l’Italia è favorita, e non di poco, contro la Corea del Sud, con il duo ligure Fognini-Mager che ha il compito di portarci a Madrid.

Un match di Davis così non si era mai visto. Italia-Corea del Sud, in programma sulla terra rossa di Cagliari, è avvolta da pensieri che con lo sport non c’entrano nulla. L’emergenza sanitaria dettata dal coronavirus impone di giocare senza pubblico, impone misure straordinarie come straordinario è il momento che stiamo vivendo. Non solo nel nostro Paese. E il fatto che proprio la Corea, dopo la Cina, sia il Paese più colpito dall’emergenza, certo non aiuta a ricreare un minimo di serenità. Fin dal sorteggio il clima è stato surreale, con giocatori e giornalisti seduti a distanza di almeno un metro l’uno dall’altro, come prevede l’ordinanza del governo. Al campo il compito di riportare la centralità sulla componente agonistica, in un momento in cui tutto il tennis e tutto lo sport internazionale si stanno chiedendo che ne sarà di questa stagione.

ITALIA STRAFAVORITA

Sotto il profilo del risultato, in condizioni normali, gli azzurri di capitan Barazzutti avrebbero poco da temere, contro una Corea che già non era tra le nazionali più temibili, e che peraltro deve fare a meno dei suoi migliori giocatori, Kwon e Chung, unici due inseriti fra i top 200 Atp. Per gli asiatici giocano Duck-Hee Lee e Ji Sung Nam, attesi da sfide improbe contro Fabio Fognini e Gianluca Mager. Queste però non sono condizioni normali, e il risultato potrebbe essere condizionato dall’aspetto emotivo, più che da quello tecnico. Senza contare che Mager è all’esordio assoluto in azzurro, catapultato in un altro mondo dopo la clamorosa finale raggiunta nell’Atp 500 di Rio de Janeiro. Una conferma in Davis, seppur in un match alla sua portata, sarebbe un’altra iniezione di fiducia in vista di una stagione che adesso si fa complessa, considerato che il ligure dovrà lasciare da parte il circuito Challenger e giocare sempre a stretto contatto coi migliori.

VERSO MADRID

Di partite a porte chiuse ce ne sono state diverse, anche nel tennis. Ma mai dentro a un’emergenza come questa, che per dimensioni e pericolosità non si vedeva da cent’anni. Questa Davis anomala è comunque un lasciapassare per le Finals, in programma come lo scorso anno a Madrid, in novembre. Sempre che per quel momento l’allarme mondiale sia rientrato. Dunque si tratta di un match che ha la sua importanza, considerato che in un momento di crescita straordinaria come quello che sta vivendo il tennis italiano, uno stop di fronte alla Corea sarebbe qualcosa di sorprendente e capace di frenare l’entusiasmo degli stessi giocatori. Oltre al duo ligure Fognini-Mager, a Cagliari ci sono anche Lorenzo Sonego, Stefano Travaglia e Simone Bolelli, quest’ultimo chiamato per un doppio che ci si augura non debba servire.

I PRECEDENTI

La Corea evoca ricordi pessimi nel calcio, ma tutto sommato non ha mai rappresentato una seria minaccia nel mondo del tennis. L’Italia ha vinto entrambi i confronti precedenti: nel 1981 si giocò a Sanremo, nel primo turno del World Group, e Corrado Barazzutti, Adriano Panatta, Paolo Bertolucci e Gianni Ocleppo chiusero senza problemi cedendo un solo punto (4-1 il risultato). Nel 1987 a Seoul, sempre all’esordio del World Group, Paolo Canè, Claudio Panatta e Simone Colombo si imposero con più difficoltà: finì 3-2 in favore degli ospiti, con Canè a segno nel match decisivo. Questa è un’altra Italia, si gioca in casa, abbiamo la terra come alleato principale. Dunque dovrebbe essere un’altra storia. E Barazzutti – giustamente – sprona i suoi a dare il massimo anche per tutti coloro che avrebbero dovuto tifare dagli spalti e che invece, questa Davis così strana, se la potranno vedere solo da casa.