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COMINCIA IL GRANDE TENNIS SULL’ERBA

Pubblicato il 8 giugno 2016

È fuori dal tempo, costosa nella manutenzione, lontana dalle necessità attuali di gestione rapida dei campi. Eppure ha un fascino che nessuno può negare, nemmeno i suoi detrattori. Torna la stagione sull'erba e torna con una novità che va decisamente controcorrente: un torneo, quello di Stoccarda, che si trasforma dal suo passato terraiolo al verde del 2016. Con un regalo, Roger Federer, che ogni appuntamento del Tour maggiore vorrebbe trovarsi in dote. Un passaggio né scontato né obbligato, quello della tappa tedesca del circuito, che proprio per questo riporta d'attualità un tema spesso dibattuto in primavera. Ci sono abbastanza eventi sull'erba, ad accompagnare Wimbledon, o bisognerebbe intervenire per crearne di nuovi?

 

Perché uno dei paradossi del tennis moderno è proprio racchiuso in questa parte della stagione. Quando ci si avvicina all'evento clou del mondo della racchetta, quello di Wimbledon appunto, ci si rende conto che quell'erba dove il tennis è nato è ormai messa in disparte in una sorta di ghetto, per pochi intimi rimasti fedeli a quei rumori ovattati, a quei colpi inventati, a quel serve&volley che ormai nemmeno nel Tempio di Church Road si vede più così spesso. Attualmente sono sei gli appuntamenti del circuito Atp che si giocano sul tappeto verde: s-Hertogenbosch e Stoccarda questa settimana, Halle e Londra (sponda Queen's club) la prossima, insieme a Nottingham, con Newport a chiudere dopo i Championships. In campo femminile, la novità è Maiorca (alla faccia di Nadal: nella sua isola un torneo femminile e su erba), mentre dal 2017 la new entry sarà Antalya, in Turchia, che ospiterà un Atp 250.

 

Insomma qualcosa si muove e una certa nostalgia verso il tennis dei gesti bianchi si sente nell'aria. Anche in Italia, ad ascoltare i giocatori. Meno a consultare gli organizzatori di Challenger e Itf, che preferiscono non rischiare e puntare sempre e comunque sulla terra. O, quando va bene, sui terreni sintetici. Del resto l'erba è un rischio, lo sa bene pure chi prova a mantenere viva questa superficie nei club. Sono pochissimi nello Stivale i campi dove si può provare questo tennis antico. Un paio a Casalicolo, nel Bresciano, uno nel parco Sigurtà a Valeggio sul Mincio, uno al Matchball di Bra (Cuneo), un altro a Terni. E quelli di Gaiba (Rovigo), ricavati in estate da un campo da calcio. Dal punto di vista strettamente economico, probabilmente, il gioco non vale la candela. Ma vuoi mettere la sensazione? Impagabile, per chi ama il gioco di volo, con poche rotazioni, con tanta tecnica e meno legato alla tenuta, fisica e mentale.

 

La stagione sull'erba, passando al mondo dei pro, sarà un bel test in un momento in cui Novak Djokovic si sta confermando come il padrone assoluto. Lui che a Wimbledon ha già trionfato tre volte, andrà a caccia dello Slam numero 13 e di un altro gradino verso i quattro Major in uno stesso anno. Impresa che lo eleverebbe direttamente nell'Olimpo dei campioni. Federer pare in ripresa dopo gli acciacchi alla schiena che gli hanno negato Parigi, ma la sua condizione è un'incognita e lo rimarrà ancora per un po'. Così il rivale più insidioso potrebbe essere ancora una volta Andy Murray, e tutto sommato Nole potrebbe pure non esserne troppo dispiaciuto. Il Roland Garros ha mostrato una volta di più la differenza tra loro. Un gap che forse nemmeno l'erba e nemmeno il tifo degli inglesi potranno colmare.