blog
home / BLOG / INTERVISTA SOTTO IL SOLLEONE

INTERVISTA SOTTO IL SOLLEONE

Pubblicato il 11 maggio 2015

Serena qui ha vinto tre volte, le ultime due consecutivamente. Maria è ferma ai due successi del 2011 e del 2012. Roma è il loro trampolino per la scalata al successo finale del secondo Slam dell’anno, ovvero Parigi e il Roland Garros. Fare bene qui vuol dire mettere nuova benzina in corpo, trovare maggiore affinità con la superficie che sporca i calzini ed imparare a gestire le forze con il termometro che supera abbondantemente i 25 gradi.

Le protagoniste della prima torrida giornata agli Internazionali d’Italia sono la russa e l’americana numero uno del mondo. Per ora non sul campo da gioco ma nella fresca sala stampa (grazie all’aria condizionata!) dentro il Centrale. Fuori dal principale impianto del Foro Italico il sole invoglierebbero a una trasferta sul litorale laziale piuttosto che a un allenamento tra i campi in terra battuta. Maria ha passeggiato vicino alle Mura Vaticane al mattino, Serena ha preferito riposarsi in camera d’albergo prima di presentarsi davanti ai giornalisti. La prima “fatica” è rispondere alle loro domande invece che affrontare le avversarie.

In una sorta di intervista-doppia abbiamo provato a farle dialogare tra di loro (sappiamo che non corre proprio buon sangue, quindi questo esperimento vuole essere anche un tentativo di riconciliazione). Il dialogo che leggerete è il frutto delle vere risposte date dalle campionesse dentro un copione un po’ inventato.

Maria: Voglio vincere Roma! E’ molto importante per me continuare a migliorare la mia condizione sulla terra anche perché è l’ultimo appuntamento prima dell’Open di Francia. Più gioco meglio è. Se poi vinco, meglio ancora.
Serena: Non sei la sola a voler vincere Roma amica mia… Ci sono anch’io! Mi sento in forma, sicuramente meglio di una settimana fa a Madrid. Sto tornando ai miei livelli e il mio gioco sulla terra sta andando nella direzione che voglio.

Maria: Va bene, tu starai tornando in forma, ma guarda che negli ultimi tre anni questo è sempre stato il momento della stagione dove ho giocato meglio. A inizio anno abbiamo ritardato un po’ la preparazione per arrivare al top tra Roma e Parigi.
Serena: Qui ho vinto le ultime due edizioni, so come si fa, non l’ho dimenticato. Ho voglia di lottare. Ho imparato a prendere il lato migliore anche dalle sconfitte, cosa che prima mi veniva molto difficile. Mi libero del peso della pressione ad ogni torneo. Quindi, anche se non ho vinto a Madrid, sono fiduciosa di arrivare fino in fondo agli Internazionali.

Maria: Ehi, tennis a parte, sai che stamattina mi sono fatta una passeggiata in Vaticano. E’ così difficile avere dei momenti liberi. Sembra assurdo ma viaggiamo così tanto e alcune volte non riesco nemmeno a rispondere a una domanda dei miei amici sui posti dove sono stata. Non ti sembra paradossale?
Serena: Un po’ è così, non sentirti “strana”. La notorietà ha anche un prezzo da pagare, seppure un prezzo molto piacevole. Io adoro l’Europa, ogni volta che me ne vado sono triste. E Roma la trovo incantevole. Spero di godermela un po’.

Maria: Serena, cosa ne dici se a fine allenamento andiamo a mangiarci un gelato come due vecchie amiche? Qui ci sono alcune gelaterie che sono spettacolari. Io non riesco a resistere a un cono al gusto di pistacchio.
Serena: Solo al pistacchio, io adoro tutti i gusti, potrei mangiarmene uno dopo l’altro! Facciamo così, ora devo scappare per andare ad allenarmi e prepararmi per batterti. Rimandiamo l’appuntamento per la fine del torneo. Chi vince offre, ti va?

Maria: Vincerò io.
Serena: Oppure io…

Roma cerca una Regina. Sarà la siberiana o l’americana? Loro partono con i favori del pronostico ma le altre non vogliono certo stare a guardare. 
Chi pagherà alla fine il cono gelato?