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FINALE SENZA FINALE

Pubblicato il 17 novembre 2014

Stretto in un maglioncino a treccia più consono a uno scolaretto di Piccadilly Circus piuttosto che al recordman mondiale di settimane da numero uno ATP, SirRoger Federer ha gettato la spugna prima di iniziare il suo duello finale contro Novak Djokovic. E così i tanti appassionati che erano accorsi all’O2 Arena sulle rive del Tamigi per assistere al meglio del meglio che il tennis odierno può presentare sotto rete, si sono risvegliati con un educato giovanotto che, microfono alla mano, comunicava in perfetto inglese che le sue condizioni fisiche non gli permetteva di affrontare il talento 26enne di Belgrado. Troppo fragile la schiena dopo le ore di battaglia sportiva – con quattro match point annullati – contro l’amico StanMan Wawrinka. Troppo vicina la finale di Coppa Davis contro la Francia di Tsonga (la settimana prossima a Lille) per rischiare un infortunio che ostacolerebbe il cammino dello svizzero e della sua nazionale verso l’insalatiera di cristallo.

E così, poco prima delle 19 (le 18 a Londra), Roger Federer ha dovuto annunciare il suo terzo ritiro su 1221 partite giocate da professionista. Una vera rarità (e una magra consolazione per chi aveva pagato il biglietto per la finale). Niente sfida numero 37 contro Novak Djokovic, a cui gli organizzatori hanno consegnato il suo quarto Master in carriera, il terzo consecutivo. Federer non si è mai ritirato a partita in corso. Lo ha fatto, prima di ieri sera, solo in altre due occasioni ma sempre avvisando prima del primo quindici: fu così nel 2008 contro James Blake nel torneo di Parigi Bercy, fu così contro Jo-Wilfried Tsong nella semifinale di Doha del 2012.

Non è la prima volta nella storia che non si gioca una finale. In passato è già successo dieci volte: l’ultima a Vina del Mar nel 2008 per l’infortunio di Juan Monaco che avrebbe dovuto affrontare Fernando Gonzalez. Le più importanti sono state quelle di Miami prima della caduta del Muro di Berlino (1989) e quella di Roma del 1998. In Florida l’epilogo senza finale fu tra il tragico e il commovente: l’austriaco Thomas Muster, prima di vedersela per l’incontro decisivo con Ivan Lendl, fu investito da un ubriaco nel parcheggio di un supermercato e lasciò il titolo al campione ceco. Nella Capitale la spagnolo Albert Costa, vincitore del Roland Garros quattro anni più tardi, non scese in campo per infortunio contro il cileno Marcelo Rios. 

Per gli Slam l’unico precedente di una finale non disputata appartiene al secolo scorso. Lo statunitense Sidney Wood vinse nel 1931 il prestigioso torneo di Wimbledon senza affrontare sotto rete il connazionale Francis Shields (nonno di Brooke Shields, ex moglie di Andre Agassi).

Nella storia delle Finals, però, questa è una prima volta in assoluto. Perché mai, in 45 anni del torneo, una finale era stata decisa dal ritiro di uno dei due giocatori prima ancora di scendere in campo. Ora tutti si augurano che la schiena di Federer, apparso in grande forma durante il torneo (chiedere a Andy Murray per controprova), si rilassi un po’ prima della finale di settimana prossima. Se lo augurano gli 8.160.900 svizzeri, se lo augurano tutti gli appassionati di tennis. 

Photo credit: Neale Cousland / Shutterstock.com