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Arnaldi e Passaro, due sorprese nel main draw di Roma

Pubblicato il 6 maggio 2022

Dalle pre-qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia 2022 emergono due sorprese, i 21enni Matteo Arnaldi e Francesco Passaro. Una ulteriore conferma che il movimento italiano continua a produrre giocatori di alto livello. Ecco le loro storie e le loro parole

Sono entrambi Next Gen. Matteo Arnaldi è nato a Sanremo il 22 febbraio del 2001, Francesco Passaro a Perugia il 7 gennaio dello stesso anno. Nella stessa settimana, hanno trovato il risultato più importante della loro vita: l’ingresso nel main draw degli Internazionali BNL d’Italia di Roma, quel torneo dei campioni che solo qualche giorno fa probabilmente avevano soltanto potuto sognare. Poi, a un certo punto, hanno cominciato a crederci, grazie al meccanismo delle pre-qualificazioni, ormai da tanti anni antipasto dell’evento capitolino.

Un torneo nel torneo che all’inizio ha lasciato, almeno in coloro che restavano esclusi, qualche esitazione, e che poi negli anni ha saputo dare conferme importanti in merito al proprio significato: le pre-qualificazioni sono un valore aggiunto degli Internazionali perché, adottando un criterio puramente meritocratico (chi vince va avanti, chi perde viene eliminato), permettono a tanti ragazzi promettenti di giocare per un traguardo prestigioso. E dunque di mettere alla prova, oltre al loro tennis, anche la loro ambizione e il loro sistema nervoso.

Ecco perché le vittorie ottenute questa settimana da Arnaldi e Passaro valgono molto. Non solo in termini meramente economici, ma in termini di esperienza formativa per gli anni a venire. Vincere al Foro Italico è diverso rispetto a vincere in qualsiasi altra parte del mondo, per un italiano. Per anni, Roma è stata croce e delizia degli azzurri, troppo tesi al momento del confronto con il torneo di casa, con il pubblico amico. Oggi le condizioni sono cambiate: gli italiani sono più forti, più corazzati, più consapevoli. E al momento di un passaggio cruciale della loro carriera non si fanno trovare impreparati.

MATTEO ARNALDI, UN REGALO PER MAMMA

Il ligure Matteo Arnaldi si allena al Tennis Sanremo con Alessandro Petrone e Matteo Civarolo. Attualmente è numero 277 Atp, che è anche il suo best ranking. Di recente, a Spalato, ha centrato la sua prima semifinale Challenger in carriera, mentre a livello Itf conta due titoli in altrettanti eventi da 25 mila dollari di montepremi. Per lui, questa wild card nel main draw al Foro Italico, centrata a spese di Francesco Forti, ha un sapore speciale.

“Proprio il 5 maggio è il compleanno di mia mamma – ha spiegato il ligure – quindi sono particolarmente felice di averle fatto questo regalo nel giorno più adatto. Non sono abituato a giocare con così tanto pubblico, e per me questa esperienza è una novità assoluta. A fine partita ho fatto autografi e foto come mai mi era capitato in precedenza. Sono momenti che non dimenticherò”.

DA SANREMO AL FORO ITALICO

“Giocare in casa – ha proseguito Arnaldi – è sempre emozionante. Nel Challenger di Sanremo era un ambiente più familiare perché conoscevo tutti. Ho iniziato a giocare a tennis proprio lì, a cinque anni grazie a mio nonno. Fino ai dodici anni ho praticato anche nuoto, ma alla fine ha prevalso l’amore per il tennis. Con le prime vittorie nel circuito Itf ho iniziato a capire che forse avrei potuto fare il professionista, e adesso sto iniziando a realizzare di aver trasformato la mia passione in un lavoro. La vita del tennista? Non la soffro, stare fuori casa mi piace e gli anni da Under 18 sono stati una palestra che mi ha preparato per quella che è diventata la mia vita”.

“Le pre-qualificazioni a Roma? Non è stato un torneo semplice. Mi sono dovuto abituare ai campi e mi è servito del tempo. Ma contro Nardi ho giocato uno dei set più belli della mia vita: Luca è un mio grande amico e purtroppo quel giorno solo uno di noi due poteva vincere. Non so davvero cosa aspettarmi dal main draw. Però giocherò senza nulla da perdere e proverò a fare del mio meglio”.

FRANCESCO PASSARO, UNA NOTTE INSONNE

Anche Francesco Passaro, come Arnaldi, si allena da quando era bambino nella sua città, allo Junior Tennis Perugia insieme al coach Roberto Tarpani. Oggi si trova al numero 366 Atp, non lontano dal best ranking di numero 343. Di recente, sempre a Sanremo, ha raggiunto la sua prima finale in un torneo Challenger, perdendo in tre set contro il danese Holger Rune, uno dei Next Gen più promettenti dell’intero circuito mondiale. A Roma, ha battuto Giovanni Fonio nell’ultimo incontro.

“La notte prima del match decisivo – spiega il tennista umbro – non sono riuscito a dormire. Sì, sapevo di avere già una wild card in tasca, ma tra qualificazioni e main draw c’è una bella differenza. Per me è la prima volta sui campi del Foro Italico e ho raggiunto un traguardo straordinario: sto vivendo un sogno. Nessuna partita è stata facile in questo torneo, ci conoscevamo tutti e ho battuto un avversario molto duro come Giulio Zeppieri, con cui in precedenza avevo sempre perso”.

IL SOGNO NADAL

I sogni sono tanti, e probabilmente comuni a tanti giovani professionisti appena entrati nel mondo dei grandi. “Incontrare Rafael Nadal – dice Passaro – sarà sicuramente una emozione speciale, per me è un vero e proprio idolo. L’ho già visto da vicino nei tornei del Grande Slam, ma all’epoca io ero un Under 18, dunque non giocavano esattamente lo stesso torneo. Stavolta sarà diverso, siamo nel medesimo tabellone, e solo questo fatto mi dà una grande energia”.

Al Foro Italico mancherà il nostro giocatore più forte secondo il ranking Atp, il romano Matteo Berrettini, e in questo momento nessuno degli altri italiani di vertice appare così in forma, almeno non come nei periodi migliori. Tuttavia, al di là dei risultati dei singoli, è la quantità dei giovani azzurri competitivi ad alto livello che oggi ci consente di pensare al futuro in maniera diversa rispetto a quanto abbiamo fatto nelle stagioni precedenti.

Non è un risultato in più o in meno che cambia la storia di questi anni. Anni in cui stiamo trovando un movimento capace come mai prima di farci arrivare a traguardi importanti. Questo movimento non è fatto solo dei Berrettini, dei Sinner, dei Musetti. Ma anche di tanti altri che stanno arrivando: Flavio Cobolli (pure lui wild card al Foro Italico), Luca Nardi, e appunto Arnaldi e Passaro. Sostenerli nella loro prima volta a Roma sarà un piacevole esercizio per ogni appassionato.

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