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Camila Giorgi, calma olimpica

Pubblicato il 27 luglio 2021

Camila Giorgi continua a dominare le sue avversarie e si porta a una sola vittoria dalla zona medaglie. Ecco i motivi per cui le Olimpiadi di Tokyo potrebbero diventare il torneo più importante della sua carriera.

Quando ha messo a segno l’ultimo quindici nella sfida dominata contro Karolina Pliskova, Camila Giorgi non ha nemmeno alzato il pugnetto al cielo. Non che sia solita farlo, intendiamoci, ma si poteva pensare che l’occasione fosse talmente importante da farle perdere la consueta compostezza. Invece Camila, durante questa settimana olimpica che per lei potrebbe coincidere con la settimana della vita, ostenta una calma che rasenta una sorta di equilibrio zen. Sarà il pubblico che non c’è, e dunque non rappresenta una fonte di distrazione o di pressione. Sarà che Tathiana Garbin al suo angolo le infonde serenità e fiducia. O sarà semplicemente che in queste condizioni, con i campi veloci e con un clima afoso che pare dia fastidio a tutte tranne che a lei, l’azzurra si trova perfettamente a proprio agio. Fatto sta che adesso, tra Miss Giorgi e la zona medaglie c’è soltanto una partita. E, fin qui, il percorso della marchigiana è stato talmente agevole da sembrare quasi irreale: 6-3 6-2 a Jennifer Brady, 6-3 6-1 a Elena Vesnina, 6-4 6-2 a Karolina Pliskova, con la finalista di Wimbledon e numero 7 Wta annichilita in un’ora e un quarto di pallate senza ritorno.

PLISKOVA DOMINATA

Le vittorie, anche importanti, di Camila, non sorprendono mai completamente, vista la quantità enorme di talento racchiusa nella timida ragazza italo-argentina. E c’era pure un precedente molto fresco a dirci che la partita contro la Pliskova, in fondo, era tutto fuorché fuori portata: quest’anno sull’erba di Eastbourne l’azzurra si era imposta in tre set, con una rimonta dopo un parziale perduto e con due set dominati da cima a fondo. Ma anche andando indietro nel tempo, gli altri confronti fra le due si erano risolti spesso con delle battaglie all’ultimo punto. Tuttavia una tale facilità nel gestire il confronto, da parte della 29enne che oggi è numero 61 Wta, è andata oltre qualsiasi aspettativa. La sua avversaria ha provato in avvio a resistere in qualche modo, ma il break al quinto game è stato come un argine che crolla sotto il peso di un’onda troppo grande. Gli errori gratuiti attesi della Giorgi non sono arrivati, o almeno non con quella regolarità che contraddistingue le sue giornate no. Al contrario, sono arrivati tanti punti vincenti, tanti scambi dominati mentre la rivale arrancava e arrancava, fino a perdere qualsiasi speranza, giocando gli ultimi punti sostanzialmente rassegnata.

QUATTRO NOMI PER UNA MEDAGLIA (O DUE)

Ciò che la Giorgi ha fatto sin qui è qualcosa che finisce diritto negli highlights della sua carriera. Ma non basta. Per lasciare una traccia nella storia olimpica, un quarto di finale è qualcosa di importante ma non sufficiente. E adesso arriva il difficile. Arriva una partita contro Elina Svitolina che sarà un altro test durissimo, un altro match in cui Camila non partirà favorita. Ma il fatto che in quel settore di tabellone sia finita al tappeto la maggiore indiziata per il titolo, Naomi Osaka, potrebbe dare a tutte le altre una chance concreta di prenderne il posto in finale. Insieme a Giorgi e Svitolina, a giocarsi l’opportunità ci sono la spagnola Badosa e la ceca Vondrousova, l’artefice dell’eliminazione della padrona di casa. Nessuna di loro può dirsi nettamente superiore alle altre, nessuna parte con un vantaggio tale da potersi sentire al sicuro, e proprio la tensione generata da un’occasione del genere sarà una delle chiavi dei risultati che scopriremo nei prossimi giorni.

L’OCCASIONE DELLA CARRIERA

Tante volte si è detto che il tennis non è sport con una grande tradizione olimpica, dunque non attirerebbe particolarmente i campioni, e tutto sommato certe sconfitte nel torneo femminile di Tokyo (Osaka, Barty) non fanno che alimentare ulteriormente questa convinzione. Il punto, però, è un altro. In un circuito femminile che continua a essere preda di possibili sorprese di settimana in settimana, il tabellone delle Olimpiadi non sta affatto andando controcorrente. Al contrario, sta confermando che le potenziali vincitrici, quando si comincia un evento, sono sempre molte di più rispetto al numero delle teste di serie designate. In aggiunta, i Giochi portano in dote un carico di pressione ulteriore, che non tutti sono in grado di gestire: quello provocato dalla possibilità di gareggiare per il proprio Paese e di poter entrare nella sua storia sportiva attraverso una medaglia. Camila Giorgi, arrivando a cogliere questo traguardo, darebbe un senso di completezza a quel grande inseguimento pieno di alti e bassi che è stata fino a ieri la sua carriera.