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Torino, le Finals della speranza

Pubblicato il 15 gennaio 2021

Con la presentazione a Torino, è ufficialmente cominciato il percorso delle Nitto Atp Finals, per la prima volta in Italia. Un torneo che spera di lasciarsi alle spalle le restrizioni e la pandemia, trovando (almeno) un italiano insieme ai grandi.

Siamo già nel futuro. In un futuro che fino a non molto tempo fa pareva completamente fuori dalla realtà. Per una volta non parliamo di coronavirus, pandemia, crisi sanitaria. Al contrario, questo futuro ha note brillanti, positive, di speranza. Con la presentazione ufficiale ha preso il via il percorso verso Torino 2021, primo anno delle Nitto Atp Finals col vestito italiano. Un esordio assoluto, sul suolo dello Stivale, per l’appuntamento che riunisce i migliori 8 giocatori del mondo. Lasciata Londra nel modo più triste, con l’arena vuota e con le paure legate al covid, si approda in Piemonte fiduciosi che tutte le restrizioni, nel prossimo mese di novembre, siano cosa da declinare al passato. C’è un carico di speranza, in questa attesa. La speranza che lo sport possa ritrovare il suo pubblico, la speranza che il tennis non subisca altri stop, dopo quello doloroso vissuto durante il primo lockdown di marzo 2020. E la speranza che almeno un italiano a Torino possa non solo esserci, ma pure dire la sua per la vittoria.

DJOKOVIC, NADAL, FEDERER: TUTTI PRESENTI?

Essere ottimisti stavolta non solo conviene, non solo fa bene alla salute, ma tutto sommato è pure un esercizio fondato su basi solide. Ora che c’è più di un vaccino a farci pensare alla possibilità del ritorno a una vita normale fatta di socialità. Ora che l’Italia è davvero centrale nel panorama tennistico, come mai lo è stata in tutta la storia di questo sport. Forse non è un caso, che le Finals arrivino proprio adesso a premiare il nostro Paese. Ora abbiamo Matteo Berrettini che nell’evento di fine anno ha già fatto la sua comparsa, abbiamo Fabio Fognini che vorrebbe lasciare una traccia prima di chiudere la carriera, abbiamo Jannik Sinner che scalpita per arrivare lassù, senza mettersi nessun tipo di limite. Tutto ciò mentre i grandi resistono, rilanciano, non mollano la presa. Nelle previsioni di questo 2021, Novak Djokovic e Rafael Nadal rappresentano due certezze come lo erano dieci anno fa, per gli appassionati e per i bookmakers che li vedono vincenti un po’ dappertutto, dove conta. Ma c’è pure un Roger Federer che – pur evitando l’Australia, pare per motivi di famiglia più che per ragioni legate al suo fisico – non si tira indietro in vista degli altri Slam. Ecco, vedere tutte e tre queste leggende, e magari un italiano insieme a loro, consegnerebbe a Torino un esordio indimenticabile. Sarebbe un premio meritato per un’impresa che invece – sotto il profilo organizzativo – è già oggi degna di entrare nei libri di storia dello sport italiano.

SINNER, BERRETTINI & CO: I SOGNI ITALIANI

Quando il capoluogo piemontese si è presentato al via della corsa, contro colossi del calibro di Londra, Singapore, Tokyo, a crederci davvero erano in pochi. Adesso, c’è già una caccia al biglietto che è ancora più straordinaria se pensiamo al periodo di incertezza che stiamo vivendo. Resta la sensazione che in mezzo a tanti dubbi, proprio il tennis stia diventando una sicurezza, un pilastro a cui vecchi e nuovi appassionati possono aggrapparsi per dimenticare tutto il resto e immergersi nelle partite più spettacolari di una disciplina che più di ogni altra – come scrive Andre Agassi nel suo ‘Open’ – è metafora della vita. In tutto questo mare di speranza, non stride nemmeno appuntarsi sul taccuino i progressi degli azzurri. Non stride pensare a uno di loro col trofeo in mano. Magari non nel 2021, ma negli anni successivi (saranno almeno cinque, in Piemonte) decisamente sì. Berrettini, per esempio, deve sì ricostruirsi un po’ di fiducia dopo un 2020 inevitabilmente complicato (per chi non lo è stato?), ma ha mezzi, fame e testa per essere un leader, in particolare sul veloce indoor. Sinner un leader lo è per natura: avrebbe potuto fare lo sciatore, il calciatore, forse pure l’attore, e probabilmente avrebbe avuto successo. Ha scelto di fare il tennista, e da qui in avanti potrà regalarci traguardi fino a poco tempo fa nemmeno immaginabili. Poi magari spunterà Fognini (che peraltro alle Finals, ma in doppio, ci è già stato), o spunterà Sonego, che a Torino sarebbe di casa. O Musetti, o chissà chi. Lasciare da parte i sogni, oggi che sognare si può, non è proprio il caso.