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2020: i 5 match Atp da ricordare

Pubblicato il 16 dicembre 2020

L’ultima vittoria di Federer prima del lockdown, la rivoluzione di Medvedev e Thiem, la crescita di Sinner e la partita perfetta di Sonego. Ecco i 5 match da ricordare di questo strano 2020.

NADAL-SINNER, QUARTI ROLAND GARROS

Non è stata la partita più incerta dell’anno, né la più importante in senso assoluto. Ma per noi italiani, e in fondo per tutti quelli che sanno guardare oltre il mero risultato, è stata quella che ha aperto davvero – più di ogni altra – una porta sul futuro. Perché vedere Jannik Sinner mettere in seria difficoltà Rafael Nadal per lunghi tratti del loro incontro, per giunta sulla superficie che ha consegnato all’iberico il soprannome di ‘Re della terra’, è stato impagabile. In quest’annata così complessa e totalmente rivoluzionata dalla pandemia, con le tribune degli stadi vuote e con nessuna certezza, quel quarto di finale del Roland Garros ci ha almeno in parte riconciliato col tennis e con l’idea di futuro.

THIEM-ZVEREV, FINALE US OPEN

Sempre in tema di rivoluzioni, un’altra (stavolta compiuta) è andata in scena agli Us Open di New York, primo Slam alla ripresa dopo lo stop di cinque mesi del Tour. In quel caso, tuttavia, Rafael Nadal e Roger Federer non erano presenti, mentre Novak Djokovic si era auto-eliminato con quella sciagurata pallata scagliata alla gola di una malcapitata giudice di linea. Fatta questa premessa, è stato comunque un evento che ha consegnato un campione diverso dai soliti tre. E Dominic Thiem – vincendo il titolo – si è forse messo definitivamente alle spalle quei dubbi che lo attanagliavano costantemente all’approccio con un traguardo davvero importante. Il titolo, peraltro, lo avrebbe potuto vincere pure Alexander Zverev: sarebbero bastati pochi punti finiti diversamente e adesso ci ritroveremmo a raccontare un’altra storia. Per quanto travolto da problemi extra campo ancora tutti da chiarire, anche il tedesco ha trovato modo di sbloccarsi in un Major dopo troppe delusioni.

SONEGO-DJOKOVIC, QUARTI VIENNA

Poteva essere un’anonima partita di un anonimo torneo in una stagione complessivamente da dimenticare. Invece è un match che ricorderemo a lungo. Lo ricorderà anche Novak Djokovic, che mai aveva perso in maniera così netta (6-2 6-1) nei precedenti 15 anni di carriera. Lorenzo Sonego, piemontese coi piedi ben piantati per terra e con la testa concentrata sull’obiettivo di un costante miglioramento, lo ha relegato al ruolo di comparsa lasciandogli la miseria di tre game. Poi, Nole ha specificato che non era al meglio, che era un po’ appagato dalla sicurezza di poter chiudere la stagione da numero 1, che si sentiva poco concentrato. E via dicendo. Francamente, non si capisce se sia stata peggiore la prestazione in campo, oppure quella fuori.

MEDVEDEV-THIEM, FINALE ATP FINALS

Un altro pretendente serissimo al ruolo di rivoluzionario è Daniil Medvedev. Che, a voler ben guardare, è quello più adatto alla parte. Il russo, che era sembrato molto sottotono alla ripresa post lockdown, si è ripreso in tempo per tornare a macinare tennis e avversari come gli era accaduto nell’estate e nell’autunno del 2019. Non brilla per eleganza, il moscovita trapiantato in Francia, ma è tremendamente efficace e – a suo modo – pure divertente. Nelle ultime Finals londinesi prima del passaggio a Torino, ha saputo mettere al tappeto Djokovic, Nadal e Thiem nel giro di pochi giorni. Dimostrando che oltre al talento c’è un carattere di ferro, come dimostrato durante la bella finale vinta contro l’austriaco, rimontando un set di svantaggio.

FEDERER-SANDGREN, QUARTI AUSTRALIAN OPEN

L’ultima vittoria di Roger Federer prima della sua operazione e prima che cambiasse il mondo, è un match che rimarrà a lungo impresso nella memoria dei suoi tifosi. Roger aveva di fronte un tipo tutt’altro che morbido come Tennys Sandgren, è andato a un passo dalla sconfitta ma si è risollevato salvando sette match-point. “Sono stato fortunato, è stato un miracolo”, ha detto Sua Maestà subito dopo aver messo a terra l’ultimo quindici. Siamo stati fortunati pure noi, ad aver vissuto un’altra perla delle sue, giusto prima che la pandemia arrivasse a stravolgere le nostre vite.