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This is tennis

Pubblicato il 11 dicembre 2020

This is tennis: si intitola così la nuova campagna promozionale dell’Atp. Una linea di demarcazione per lanciare le nuove sfide di uno sport che ha enormi margini di crescita. Su tutto, spicca la necessità di trovare unità, di vendere un prodotto e non un singolo giocatore o un singolo torneo.

In un momento incerto come quello che stiamo vivendo, bisogna lavorare per inventarsi il futuro. Vale nella vita e ugualmente nello sport. Mai, nell’Era Open (dal 1968 in poi), il tennis si era trovato a un bivio così complesso, a una vera transizione che probabilmente è già cominciata, ma che si andrà delineando ulteriormente nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Così, suona quasi come una linea di demarcazione la nuova campagna promozionale messa in pista dall’Atp: ‘This is tennis’. Video e foto che puntano sulle emozioni, sui personaggi, sui luoghi simbolo, sulle giornate passate all’interno del Tour, divenuto ‘bolla’ durante il 2020, ma pronto a ricominciare nel suo viaggio fianco a fianco con i fan di tutto il mondo. Se la data di questo incontro rimane incerta e condizionata dal procedere della pandemia, c’è la consapevolezza che non bisognerà soltanto tornare al passato, bensì aggiungere qualcosa. Un tocco di modernità (e di coraggio) per una disciplina rimasta troppo a lungo ad ammirare i propri successi senza farsi delle utili domande sul domani.

SFIDA NUMERO 1: UN EQUILIBRIO ECONOMICO

La sfida principale, non fosse altro che da quella dipendono poi pure le altre, è rendere il circuito efficiente e redditizio per tutti. Per i tornei e per i giocatori. Un fronte sul quale peraltro si è aperta pure la contrapposizione con la nuova Ptpa. Da un lato bisognerà cercare di mantenere vivi e in salute gli appuntamenti che fanno più fatica ad andare avanti, quindi tutto ciò che non è Slam e Masters 1000. Dall’altro bisognerà finalmente permettere a più di cento giocatori alla volta di sopravvivere dignitosamente con lo sport che praticano ‘da professionisti’. La spartizione degli utili tra eventi e atleti è uno dei temi sul piatto da tempo, ma forse è la questione stessa ad essere mal posta e ad aver bisogno di un approccio diverso per arrivare alla soluzione: perché tornei e giocatori non sono e non devono essere in contrapposizione, bensì parte di uno stesso sistema da sviluppare e migliorare nel suo complesso. Lo stesso Andrea Gaudenzi, nuovo presidente Atp, ha parlato in questi termini: va venduto al pubblico l’intero prodotto tennis, va considerata una visione d’insieme.

SFIDA NUMERO 2: ANDARE OLTRE IL TRIUMVIRATO

Dal punto precedente dipende il successivo. Negli ultimi 15 anni, il mondo del tennis ha vissuto un incremento di popolarità direttamente legato alle imprese di tre giocatori. Superare una certa dipendenza – ormai acclarata – da Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic non sarà un’impresa semplice, ma al contempo è una sfida che va accettata, evitando dunque di metterla nel cassetto assecondando la paura di doverci fare i conti. Le tre stelle che hanno fatto incetta di grandi eventi hanno consentito al tennis di arrivare spesso sui canali mainstream, bucando la frontiera – in precedenza piuttosto ben definita – rappresentata dagli appassionati duri e puri. Se questo è un dato estremamente positivo, l’altra faccia della medaglia è una polarizzazione dell’interesse verso il vertice, che ha tagliato fuori tanti altri personaggi meritevoli di attenzione e allo stesso modo i tornei orfani dei Big 3. Andare oltre il triumvirato significa una volta di più vendere al meglio il prodotto nel suo complesso. Significa vendere il numero 100 (o 200) del mondo con la stessa attenzione con cui si vende il numero 1. I risultati saranno sempre e inevitabilmente diversi, ma forse le distanze si potranno accorciare.

SFIDA NUMERO 3: TROVARE UNITÀ

Un terzo tema che ricorre spesso nelle parole del rinnovato vertice Atp è quello dell’unità. Altra sfida cruciale direttamente collegata alle precedenti. Unità significa unità di intenti, in primo luogo. Significa remare tutti (Atp, Wta, Itf, Slam) nella stessa direzione ed essere consapevoli che la partita chiave non è quella fra un Major e la Coppa Davis, o fra Roland Garros e Wimbledon, ma è di tutto un mondo in concorrenza con gli altri sport. Il tennis ha caratteristiche uniche da poter volgere a proprio vantaggio. Intanto è democratico, perché possono giocarlo con successo atleti di un metro e settanta come di due metri. È internazionale come pochi, forse come solo il calcio sa essere: sposta soldi e attenzioni tanto negli Emirati Arabi quanto in Cina, tanto in Europa come in Sudamerica. È spettacolare e attraente, ancorché anacronistico per quanto riguarda i tempi delle televisioni generaliste. È una metafora della vita come nessuna disciplina concorrente. Per questo, in un periodo nel quale la vita è cambiata per tutti (ed è destinata a cambiare ancora), dovrà giocoforza muoversi con decisione e coraggio, mettendo in scena una rivoluzione che bussava da tempo alla sua porta.