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DESTINAZIONE MADRID

Pubblicato il 2 febbraio 2019

Lo spavento, se così possiamo chiamarlo, è durato lo spazio di un match, quello più difficile. Matteo Berrettini e Simone Bolelli hanno perso il doppio facendosi recuperare da un break di vantaggio in avvio di terzo set, ma l’Italia ha comunque battuto l’India per 3-1, chiudendo la sfida di Davis a Calcutta nel modo più logico possibile. Merito di Andreas Seppi, il vero trascinatore in questa trasferta che, al di là dei numeri, presentava parecchie insidie. Da una superficie come l’erba, peraltro molto diversa da quella che si trova nel circuito, ad avversari che sanno esaltarsi quando giocano per la propria bandiera. Andreas ha chiuso la pratica dominando anche Gunneswaran, numero 1 dei padroni di casa per il ranking Atp, ma meno dotato tecnicamente del connazionale Ramanathan, già superato dall’altoatesino nella prima partita di venerdì. In tutto, è servita poco più di un’ora per trascinare l’Italia dove merita ampiamente di stare: tra le prime 18 squadre al mondo.

IL SORTEGGIO DI SAN VALENTINO

Così andremo a Madrid, dal 18 al 24 di novembre, per partecipare alla kermesse che tanto ha fatto discutere a partire dall’agosto dello scorso anno, quando venne approvata la riforma della competizione. Ci saranno le quattro semifinaliste dell’edizione 2018 (Francia, Spagna, Croazia e Stati Uniti), le 12 vincitrici del 1° turno del World Group e due wild card, assegnate stavolta ad Argentina e Gran Bretagna. Il 14 febbraio, giorno di San Valentino, il sorteggio del draw, atto ufficiale di apertura per un evento destinato a far parlare per parecchio tempo, prima, durante e dopo. Era importante qualificarsi per non rimanere spettatori di un momento storico, e l’Italia ha fatto in pieno il suo dovere. Lo ha fatto in un periodo in cui il tennis maschile tricolore sta vivendo nuove speranze, nuovi sogni di gloria supportati da un gruppo di ragazzi che ha tanta voglia di emergere e un’età media complessivamente bassa, soprattutto in rapporto alla media attuale dei top players.

LE SPERANZE AZZURRE

I leader restano Fognini e Seppi, che hanno superato i 30 ma hanno ancora cartucce da spendere. Mentre alle loro spalle scalpitano Berrettini, Sonego, Travaglia, Quinzi, Baldi e – perché no – il 16enne Lorenzo Musetti, recente vincitore agli Australian Open Juniores. Senza dimenticare che c’è un Marco Cecchinato reduce da un’annata d’oro, e capace di issarsi tra i top 20 Atp, davanti a Seppi e a un passo da Fognini, pur senza regalare le stesse garanzie dei due compagni più esperti. Con queste premesse, l’Italia a Madrid non dovrebbe partire senza speranze, tutt’altro. Perché al momento l’unico dei grandissimi ad aver sostenuto chiaramente questo cambiamento radicale è colui che la Davis se la ritroverà tra le mura di casa, quindi Rafael Nadal. Per tutti gli altri, si attendono segnali, e in ogni caso non ci saranno formazioni inattaccabili, fatta eccezione forse per una Spagna al completo. Inoltre, l’Italia di oggi è competitiva con più giocatori dalle caratteristiche molto diverse tra loro. Da un Fognini che possiede il talento per battere chiunque a un Seppi che sul ritmo (e sulla distanza dei due set su tre) teme pochi avversari; da un Cecchinato capace di irretire col suo tennis di pressione e regolarità, a un Berrettini che può crescere in ogni settore per diventare uno dei ‘bombardieri’ del circuito. Un poker che ci dà sufficienti garanzie di poter andare alla Caja Magica per mettere paura un po’ a tutti.