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BLEUS O AZZURRI?

Pubblicato il 5 aprile 2018

Italia-Francia non è mai una partita come le altre. Non c'è sport che faccia eccezione, ma nel tennis la regola è ancora più ferrea, e ogni sfida fra transalpini diventa un romanzo. Il match dei quarti di Coppa Davis in scena da venerdì a domenica a Valletta Cambiaso, Genova, propone un confronto molto più equilibrato di quello che dicano le classifiche e la tradizione. Perché sì, sulla carta resta un margine di vantaggio a favore degli ospiti, ma in realtà il fattore campo, e magari un Fognini versione lusso, potrebbero far pendere la bilancia dalla parte degli azzurri. La cosa certa è che mai come stavolta, l'Italtennis ha un'ottima occasione per farsi notare nella competizione a squadre più importante al mondo. Intanto per agguantare una semifinale che manca dal 2014, quando a batterci fu la Svizzera di Federer e Wawrinka. Poi, chissà, per puntare a una finale che non riusciamo a raggiungere dal 1998, a Milano contro la Svezia.

Nella prima giornata riservata ai singolari, ad aprire la contesa saranno Andreas Seppi e Lucas Pouille, nella partita tecnicamente più difficile tra quelle del weekend. Il 24enne francese ha iniziato in quinta il 2018, vincendo il titolo a Montpellier e mettendo nel carniere altre due finali, a Dubai e a Marsiglia. Ma i suoi limiti di tenuta psicologica si conoscono, e in particolare in Davis il suo cammino nel complesso è tutt'altro che brillante, nonostante la partita perfetta contro il belga Darcis che ha consegnato ai suoi compagni l'ultima Insalatiera: per lui sette incontri giocati e quattro vittorie, ma pure tre sconfitte di cui una, quella con il serbo Lajovic, decisamente pesante. A seguire, in campo Fabio Fognini e Jeremy Chardy, preferito un po' a sorpresa a Mannarino, nell'ambito di una sfida interna al team dei 'Bleus' tra due giocatori più abituati al veloce che alla terra. Sabato sarà tempo di doppio, che in un match tanto incerto potrebbe fare la differenza, poi domenica la conclusione con i due singolari invertiti.

“Non ho avuto alcuna incertezza – spiega il capitano azzurro Corrado Barazzutti – in merito alla nostra formazione. Chardy? Ha un grande potenziale, è un giocatore tecnicamente dotato e difficile da affrontare. Se Noah lo ha preferito anche per i match su terra battuta di questa sfida di Davis, significa che nutre in lui la massima fiducia”. La leggenda Noah, dal canto suo, predica equilibrio, nonostante il suo team sia da sempre in preda a fibrillazioni: “Senza Gasquet e Tsonga non cambia nulla, siamo un gruppo composto da tanti buoni giocatori. La partita non è facile perché l’Italia è un'ottima squadra, e di certo non è solo Fabio Fognini”. Il fine settimana in terra ligure, già di per sé, tra i tanti personaggi presenti e i campioni in carica che vengono a farci visita, non avrebbe bisogno di altri stimoli per essere vissuto come un evento. Ma in realtà, quella di Genova potrebbe essere una delle ultime partite prima della rivoluzione pensata dall'Itf, che andrebbe a stravolgere la competizione. Un motivo in più per godersela dall'inizio alla fine.