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SONEGO, SORPRESA DOWNUNDER

Pubblicato il 16 gennaio 2018

L'Italia del tennis si sveglia con un sorriso dalla nottata australiana. Un sorriso inatteso, e per questo ancora più piacevole. Lo regala Lorenzo Sonego, ragazzo torinese di 22 anni, umile e deciso, che non si è accontentato di aver passato le qualificazioni di uno Slam al primo tentativo.

Contro l'olandese Robin Haase, uno che in quanto a talento non ha molto da invidiare ai migliori, il piemontese è partito con un po' di timore, ma si è ripreso in fretta e tra una rincorsa e l'altra è riuscito a far suo in quattro set un match che lo porta in un'altra dimensione. La dimensione dei (possibili) top 100 Atp, traguardo che pareva impensabile anche soltanto due o tre anni fa. Sonego, calciatore mancato, ha iniziato a fare sul serio col tennis intorno ai 12 anni, quando già i suoi coetanei si spartivano gli scudetti nazionali delle categorie giovanili. Lui no, ha fatto un percorso diverso, per certi versi unico, e accanto a coach Arbino ha trovato passo passo la strada verso il vertice. Un percorso lento ma costante, fatto di tanta grinta e di un'ottima tecnica: per un prodotto finale (ancora in forte evoluzione) che evidenzia un bagaglio tecnico completo e una grande capacità di trascinare il pubblico e se stesso.

Insieme a lui, dopo il primo turno degli Australian Open 2018, possono esultare Fabio Fognini, Andreas Seppi e Camila Giorgi, ossia i tre azzurri più attesi dello Slam di Melbourne. Non ce l'hanno fatta gli altri: Schiavone, Lorenzi, Fabbiano, Caruso e Berrettini (ripescato come lucky loser). Ma tolta Francesca (mai davvero in partita contro la Ostapenko), per tutti gli altri le indicazioni positive non sono mancate. In particolare per Fabbiano, due volte al servizio per il set contro Alexander Zverev prima di cedere, e per Caruso, sconfitto al quinto dal tunisino Jaziri ma pure lui passato indenne dalle qualificazioni.

Poi ci sono i grandi, e non si può non cominciare da Novak Djokovic, il più atteso all'esordio, dopo sei mesi dalla sua ultima apparizione nel Tour, Wimbledon 2017. Ebbene, il serbo ha fatto capire di esserci, dominando Donald Young in tre set e recitando – a tratti – come un campione ritrovato. Una partita non è sufficiente, però, per fornire certezze di fronte ai tanti dubbi sulle sue condizioni, e in questo senso sarà un test decisamente più interessante il prossimo turno, contro il francese Gael Monfils.

Vince anche l'altro rientrante Wawrinka, perde Milos Raonic, vince (anzi stravince) Rafa Nadal. Mentre Roger Federer fa il suo compitino contro Bedene, cominciando in scioltezza il torneo nel quale dodici mesi fa riuscì a ritoccare (una volta ancora) la storia, sua e del suo sport. Per il resto, c'è un tracollo del tennis americano, con le sconfitte di Isner, Sock, Venus Williams e Stephens.

Ottimo inizio dei giovani, da Denis Shapovalov a Rublev, da Medvedev a Chung, ora uno contro l'altro al secondo turno. Tra le donne, c'è già un secondo turno Halep-Bouchard che promette scintille, c'è una Maria Sharapova apparsa in buona condizione e c'è una Kvitova superata per 10-8 al terzo dalla 'ballerina' Petkovic nel match più interessante del panorama dei primi turni in rosa. Un tabellone, quello femminile, che una volta di più si presenta aperto a mille soluzioni. Saranno due settimane di fuoco, laggiù, downunder.