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LA RIPARTENZA DI NOLE

Pubblicato il 5 dicembre 2017

Lo avevamo lasciato a Wimbledon, in preda a quei dolori, fisici e mentali, che poi gli avrebbero consigliato di stare a riposo per qualche mese. Per cercare di sistemare un gomito malandato e una testa da vincente divenuta troppo distratta per mantenere quel ruolo di numero 1 impresso nel suo dna. Lo ritroviamo oggi, Novak Djokovic, sui campi di confine in quel di Bordighera, dove il tecnico comasco Riccardo Piatti ha aperto una sua accademia. Lo ritroviamo con a fianco Andre Agassi e Radek Stepanek, la conferma e la novità. Il ceco, 39 anni, si è ritirato da pochi giorni ma ha già trovato un nuovo ruolo accanto a un campione con tanta voglia di rinascere, e con una stima profonda nelle capacità di coach dell'ex collega. Un collega che ha affrontato 14 volte nel circuito, perdendo solo una partita, a Rotterdam nel 2006.

Non sarà semplice, questo ritorno, e per questo il serbo avrà bisogno di trarre il massimo dal suo staff. Perché staccare per cinque mesi in un ambiente così competitivo significa perdere il contatto con la realtà, ancorché la realtà sia sempre più o meno la stessa, con Rafael Nadal e Roger Federer come avversari principali. Nole ha 30 anni, che in questo tennis in cui si esalta la maturità sembrano davvero pochi. Ma ritrovare quelle sensazioni di quando stava al vertice, o quell'entusiasmo dei ventenni in rampa di lancio, non è affare scontato. Stepanek, più di Agassi, in questo potrebbe essere decisivo. Perché il ceco, del tennis, ha sempre visto prima la parte passionale, rispetto a quella lavorativa. È uno che ha saputo ottenere il massimo da se stesso, Radek, lavorando duramente ma trovando ogni giorno motivazioni nuove, dal doppio al singolare e poi scalando passo a passo il ranking fino a diventare ciò che forse nemmeno lui sognava: un top 10. Un amore totale per questo sport che Agassi – lo sappiamo bene dopo aver letto Open – non ha mai provato.

Nella pausa forzata, Djokovic si è dedicato alla famiglia, è diventato padre per la seconda volta e pare aver trovato serenità laddove tante voci di corridoio lasciavano intravedere qualche problema. Siccome il serbo è uomo sensibile, prima che campione, il clima di casa influirà in maniera importante nel suo lavoro sul campo. Mentre l'incognita attuale è quella con cui ci eravamo lasciati a luglio, sui prati londinesi: quella fisica. L'infortunio è davvero superato? E la condizione generale tornerà a essere quella dei giorni migliori? Domande senza risposta, ma che la chiedono a gran voce per dare un senso a questo ritorno. Sì, perché un Nole non al cento per cento della condizione sarebbe un campione a metà, con le armi decisamente spuntate. Il suo talento non è mai stato in discussione, ma si tratta di un talento che richiede un supporto fisico superiore a quello di altri colleghi. Laddove Federer, e forse pure Murray, possono permettersi qualche piccolo calo, Novak sa bene che se vuole tornare in vetta tutte le pedine devono essere perfettamente al loro posto. È una scommessa che, se vinta, darebbe un volto decisamente interessante alla nuova stagione.