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FRANCIA VS BELGIO, DERBY D’EUROPA

Pubblicato il 23 novembre 2017

A mettere un po' di pepe in più alla finale di Coppa Davis 2017 tra Francia e Belgio è arrivato David Goffin, autore di una settimana quasi perfetta alle ATP Finals con tanto di vittoria su Roger Federer. Sarà probabilmente lui, il 26enne di Rocourt, l'ago della bilancia in un incontro che appare comunque aperto a ogni risultato. Un po' perché il Belgio ha dimostrato, al di là del suo leader, di riuscire a mettere nella competizione a squadre uno spirito di gruppo altrove sconosciuto. Un po' perché la Francia, pur essendo arrivata così lontano, resta sempre in balìa di vecchi fantasmi nel momento di giocarsi qualcosa di davvero prestigioso come l'Insalatiera.

I precedenti sono 4-3 per i galletti ma l'ultimo è vecchio di 16 anni, quando ancora nelle fila dei belgi c'erano i fratelli Rochus. Da allora niente più derby, per due Paesi confinanti che si somigliano per molti versi, che parlano (almeno in parte) la stessa lingua, ma che sono lontani anni luce per possibilità e bacino di praticanti. L'anomalia, in questo senso, è proprio il Belgio, che malgrado i suoi 11 milioni di abitanti riesce a produrre elementi di qualità a ritmo continuo. In un sistema che – oltre alle punte di diamante come Goffin – offre terreno fertile per la crescita di personaggi come 'Mister Davis' Steve Darcis o come Ruben Bemelmans, uno che in doppio non è proprio comodo da superare.

La Francia si affida a Tsonga e Pouille, talenti sì ma non proprio una sicurezza quando si parla di match decisivi. Tsonga, almeno, ha dalla sua un'esperienza importante e un bilancio in Davis di 26 vittorie su 34 partite. Preoccupa di più Lucas Pouille, che è entrato solo da un paio d'anni nel giro della Nazionale, e che contro Lajovic in semifinale non è riuscito a dare continuità a una superiorità apparsa a tratti evidente. Il recente ATP 500 di Vienna, che ha visto i due transalpini opposti in finale, e che è poi finito proprio nelle mani di Pouille, ha rivitalizzato una stagione che non si può affatto definire negativa (sette titoli conquistati in due) ma che ha una pecca evidente: le prestazioni al di sotto delle attese negli Slam e in generale nei tornei che contano.

Ecco perché resta più di un dubbio, alla vigilia di questa finale. Laddove si sa che probabilmente il Belgio saprà dare il cento per cento del suo potenziale, o comunque qualcosa di molto vicino, c'è il timore che i padroni di casa della Francia vedano frantumati i loro sogni sul traguardo e sulle tante aspettative che devono portare sulle spalle, come già accaduto diverse volte in passato. L'ultima Davis vinta dai nostri cugini d'Oltralpe risale proprio a quel 2001 scattato con il successo sul Belgio e chiuso da un 3-2 in terra australiana. Poi solo delusioni a un passo dal titolo, come nel 2002 contro la Russia, nel 2010 contro la Serbia, nel 2014 con la Svizzera. O come in tante altre semifinali. Per contro, il Belgio ha solo la finale del 2015 ceduta agli inglesi, da farsi perdonare. A differenza di allora, giocherà in trasferta, ma a Lille, che dista 10 km dal suo confine ed è la più belga delle città francesi.