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CIAO MARTINA

Pubblicato il 27 ottobre 2017

Le Wta Finals di Singapore saranno l'ultimo torneo della terza carriera di Martina Hingis. E in attesa di capire se ce ne sarà una quarta, è il caso di celebrare una delle giocatrici più rappresentative dell'ultimo ventennio. Una ragazza capace di arrivare a essere numero 1 del mondo all'età di 16 anni e di vincere complessivamente 25 tornei dello Slam, tra singolare e doppio. Con – è bene ricordarlo – una pausa di quattro anni tra il 2002 e il 2006 e un'altra di sei tra 2007 e 2013. Un fenomeno che ha attraversato vicende straordinarie ma pure complicate, sul campo e nella vita, e che a 37 anni pare davvero aver deciso di mettere fine al suo percorso agonistico. Vincente sì, ma con più di un rimpianto.

Giunta nel circuito – inteso addirittura come Tour maggiore – all'età di 13 anni, Martina è sempre stata un esempio di precocità per tutto il mondo dello sport, non solo per il tennis. A Zurigo, al suo primo torneo Wta, riuscì subito a battere Patty Fendick prima di perdere da Mary Pierce. Proseguendo poi nelle settimane successive, inserendosi con molta facilità in un mondo che pareva tanto più grande di lei, fuori dalla sua portata. Invece nulla, in quel momento, era fuori portata per la svizzera, che nel giro di qualche mese fece breccia nelle zone alte del ranking mondiale, ormai competitiva con quelle che erano le star del momento. Tra una Steffi Graf che si avviava verso gli ultimi successi, una Lindsay Davenport che si alternava con lei in vetta alla classifica e le sorelle Williams pronte a entrare per dettare legge.

“Dire addio quando sei al top – ha spiegato – è la cosa migliore. So di essere competitiva per i titoli che contano, ma dopo 23 anni di carriera è arrivato il momento di dire basta. Ringrazio i miei partner di doppio che hanno conservato il segreto per loro in quest'ultimo periodo, pur sapendo da tempo della mia decisione. E ringrazio mia madre per avermi insegnato a giocare a tennis”. Un tennis che non era certo quello che poi ci saremmo abituati a vedere negli anni successivi. Piuttosto, un mix ben riuscito tra quello del passato e quello moderno: più tecnica e geometrie che forza e resistenza. Ma abbinate a una rapidità di braccio e di pensiero che lasciava spesso le rivali senza armi.

Il 1997 fu il suo anno magico, con il Grande Slam mancato d'un soffio, per via della sconfitta in finale al Roland Garros contro Iva Majoli, una delle più grosse sorprese della storia del tennis. Proprio quell'anno, Martina diventò numero 1 per la prima volta, e pareva in grado di dominare per un decennio o forse più. Ma nella vita bisogna pure fare i conti con le avversarie e con la cattiva sorte. Le prime che non stavano a guardare e cercavano di superarla sul piano fisico, dove la giovane Hingis inevitabilmente cedeva terreno. La seconda che si presentò sotto forma di troppi infortuni e problemi inattesi. Tra cui una sospensione per doping, con lo spettro della cocaina in sottofondo. La vita sentimentale della svizzera di origini cecoslovacche, in particolare, è stata ricca di vicende poco fortunate. Tra i suoi amori, i colleghi Magnus Norman e Radek Stepanek, il golfista Sergio Garcia e il nuotatore Ian Thorpe. Fino all'ultima tormentata relazione con Thibault Hutin, fantino francese dal quale ha divorziato. Per tornare ad avere nel tennis il vero amore senza fine della sua vita.