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LA GRANDE OCCASIONE

Pubblicato il 24 marzo 2017

Un Masters 1000 così aperto, almeno in partenza, non si vedeva da un pezzo. Miami 2017 propone Andy Murray e Novak Djokovic fermi ai box, Stan Wawrinka e Kei Nishikori come prime teste di serie, Roger Federer che ha appena vinto Indian Wells e dunque potrebbe essere un po' meno 'affamato', Rafa Nadal che non pare ancora così brillante sul cemento americano. E, infine, un gruppetto di giocatori pronto a inserirsi nella lotta per il titolo. Tra loro, chissà, anche qualcuno della 'NextGen', che in California ha decisamente deluso le attese. Zverev, Fritz e compagnia avranno comunque il loro bel daffare per riuscire ad arrivare in fondo, ma mai come in Florida l'occasione pare davvero ghiotta. Perché prima o poi pure loro dovranno cominciare a portarsi a casa qualche titolo che conta, e non accontentarsi soltanto delle belle prestazioni. Altrimenti rischiano di rimanere schiacciati tra quelli appena più grandi della classe 1995 (Kyrgios, Nishioka) e quelli appena più giovani, i classe 1999 (Denis Shapovalov) o addirittura 2000 (Felix Auger Aliassime).

Proprio Shapovalov e Auger Aliassime hanno dato vita la scorsa settimana alla semifinale nel Challenger di Drummondville, dando un chiaro segnale ai talent scout: i due canadesi sono vicini al salto nel tennis che conta, e possono fare affidamento su un talento raro, che permette loro di far divertire e ottenere risultati. Insomma, il tennis che sta sempre più allungando la carriera dei campioni, che guarda a Roger Federer come a una sorta di highlander capace di stare sul campo fino ai 40, in realtà è molto curioso di capire dove finirà il tifo degli appassionati, una volta tramontata questa (lunga) epoca d'oro dei Fab Four. Del resto è abbastanza inevitabile, perché in ogni disciplina servono nuovi personaggi, appetibili per sponsor e pubblico e capaci di crearsi un loro carisma e una loro personalità nel percorso che li accompagna verso il vertice. Impresa non semplice, in un periodo dove a catalizzare le attenzioni è un signore di quasi 36 anni e dove gli immediati inseguitori viaggiano sulla trentina.

Ecco dunque che Miami arriva come una tappa da non sprecare, per chi vuole costruirsi un futuro meno anonimo del presente. Anche se in realtà sono in molti ad avere ambizioni di successo. Pensiamo a Juan Martin Del Potro e David Goffin, a Dominic Thiem e Grigor Dimitrov, a Milos Raonic e Marin Cilic. Tutti all'assalto di un tabellone possibile, Federer permettendo. Il basilese sta premendo sull'acceleratore ma chiedergli una doppietta Indian Wells-Miami pare davvero troppo, in particolare per chi ha ormai imparato a dosare bene le energie. È di poche ore fa la notizia che Roger non giocherà il torneo di Monte-Carlo, mentre su Roma non ci sono ancora certezze in merito, né in un senso, né nell'altro. Di certo c'è solo che il tennis ha bisogno di trovare altri protagonisti, da affiancare al Migliore di sempre, soprattutto quando quelli che lo avevano messo in un angolo per qualche anno stanno trovando tante difficoltà, fisiche, tecniche e di motivazione. Una motivazione che dev'essere la chiave per muovere i giovani verso risultati che oggi paiono ancora lontani.