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LA NUOVA ITALIA IN CERCA DI FED

Pubblicato il 10 febbraio 2017

Abituarsi a questa nuova dimensione non sarà impresa semplice. Perché l'Italia di Fed Cup ha dominato per un decennio, grazie a quel quartetto formidabile composto da Pennetta-Schiavone-Errani-Vinci, capace di intascarsi quattro titoli mondiali arrivando a essere considerato come uno dei team più forti della storia dello sport tricolore. Mentre ora, alla vigilia della sfida con la Slovacchia in programma a Forlì, valida per il gruppo 2, c'è da evitare una sconfitta che renderebbe tutto ancora più difficile. Renderebbe estremamente più complesso questo momento di passaggio, con Roberta Vinci ormai sul punto di lasciare, Francesca Schiavone che dovrebbe seguirla e Sara Errani come unica sopravvissuta a tentare di guidare le giovani verso un futuro degno di nota. Giovani che in questo weekend saranno rappresentate da Jasmine Paolini e Martina Trevisan, due dei migliori prodotti del vivaio azzurro, ma ancora lontane dalle top 100 del ranking Wta.

Del resto da qualche parte bisogna ripartire, e bisogna farlo senza lamentarsi troppo per altre due assenze che in realtà sono decisamente pesanti: quelle di Karin Knapp e Camila Giorgi. La prima è sempre alle prese con i cronici infortuni che in più di un caso ne hanno messo in discussione la carriera. La seconda è lontano anni luce dalla Fit (e dunque dalla Nazionale) dopo i dissapori venuti a galla lo scorso anno proprio in occasione di un rifiuto alla maglia azzurra. Così, se contro la Slovacchia Errani e Schiavone saranno comunque i due cardini su cui potremo cercare di costruire una vittoria, la nuova capitana Tathiana Garbin deve guardare al futuro buttando lo sguardo un po' oltre, andando a pescare tra ragazze che magari non sono ancora pronte per il salto tra le prime della classe, ma che dovranno maturare in fretta per permettere all'Italia di non naufragare nell'anonimato.

Il carattere, quello, non manca davvero. Non manca alla Garbin, come non manca a Paolini e Trevisan, due lottatrici sul campo come nella vita. Entrambe toscane, sono separate da due anni (21 e 23) e finora hanno all'attivo vittorie in 10 mila e 25 mila dollari, ma non hanno mai calcato i campi dello Slam, e le esperienze ad alto livello si contano sulle dita di una mano. Carattere e talento, dunque, ma un certo ritardo nella maturazione che è così comune quando si parla del Belpaese, dove le promesse spesso faticano ad arrivare a competere nel mondo dei pro. Il tempo però è dalla loro parte, considerato pure il fatto che – alla pari di quanto accade tra gli uomini – anche tra le donne oggi ci sono tanti esempi di campionesse sbocciate nella seconda parte della loro carriera. Chissà che il loro volo non parta proprio da Forlì, sullo slancio dell'emozione per entrare a far parte di un gruppo storico.

In casa Slovacchia, nel frattempo, ci si affida all'esperienza di una ex top 10 come Daniela Hantuchova, ma pure ad Anna Karolina Schmiedlova, nobile decaduta, e alle quasi top 100 Cepelova e Sramkova. Team solido e molto pericoloso, contro cui ci vorrà un'Italia tirata a lucido. Nel World Group, intanto, si gioca il primo turno con Repubblica Ceca-Spagna, Stati Uniti-Germania, Bielorussia-Olanda e Svizzera-Francia. Per noi che guardiamo da fuori, stavolta, c'è solo spazio per un po' di malinconia.