blog
home / BLOG / CONFUSI E FELICI

CONFUSI E FELICI

Pubblicato il 6 febbraio 2017

Come complicarsi la vita e vivere felici. Autore: Fabio Fognini, con il supporto di tutta questa Italia un po' pazza ma con carattere, che prima domina l'Argentina, poi si fa rimontare, si vede a un passo dalla sconfitta e allora riemerge con un moto d'orgoglio. C'è poco tennis, nel successo azzurro per 3-2 a Buenos Aires, poco tennis e molto cuore. Lo avevano messo in campo, in doppio, Fognini e Bolelli, arrivati a un punto dalla vittoria e dalla conclusione della vicenda già al termine della seconda giornata. Lo aveva messo in campo – come suo solito – Paolo Lorenzi nella sfida persa al quinto set domenica contro Carlos Berlocq. E lo ha messo in campo pure Fognini, chiamato a riprendersi nell'appendice del lunedì quel ruolo di numero 1 del team che aveva ceduto a Seppi per via di un'indisposizione. Ebbene, nella vittoria su Pella, si è visto il peggio e il meglio del ligure. Il peggio per i due parziali di apertura, con l'italiano ciondolante in attesa di una sorta di ispirazione per cominciare il suo vero match, mentre il rivale prendeva coraggio e trovava soluzioni mancine più cattive del solito. A un passo dal baratro, col morale sotto i tacchi, il marito di Flavia Pennetta ha deciso che non era il caso di arrendersi, come peraltro in Davis non ha fatto mai. Avvolto nella sua t-shirt tricolore, ha raccolto le energie che aveva e, senza inventarsi nulla di eclatante, è riuscito a muovere maggiormente il suo avversario, fino a mettergli in testa qualche dubbio. Il dubbio di poterla pure perdere, questa partita che valeva una carriera, considerato che dall'altra parte c'era comunque un talento naturale in grado di trovare la chiave risolutiva in ogni momento. Così è stato, in effetti, perché dal quarto set in poi è stato solo l'azzurro a comandare, finendo per dominare al quinto di fronte a un Pella stanco e sfiduciato.

 

Così l'Italia s'è salvata, anche se lo ha fatto nel modo più complicato possibile. Un weekend lungo che ci consegna una formazione magari altalenante, magari senza punte in grado di fare la differenza, ma in grado di lottare e magari di creare qualche sorpresa. La Davis è sempre un mondo a parte, è sempre una competizione nella quale si fatica a trovare una logica, e allora il 3-2 così sofferto che arriva da Buenos Aires resta in ogni caso una benedizione per il nostro tennis maschile, in attesa che arrivino momenti migliori. Perché una sconfitta, di fronte a un'Argentina senza Del Potro e Delbonis, senza Monaco e Zeballos, sarebbe stata davvero difficile da mandare giù, a prescindere dal clima molto caldo creato dai tifosi dell'Albiceleste in particolare nella giornata conclusiva, con un Diego Maradona scatenato in prima fila e un finale con gli animi un po' troppo accesi e qualche parola fuori posto. Ora ci attende il Belgio, capace di affondare la Germania dei fratelli Zverev, per giunta fuori casa e senza il numero 1 Goffin. Giocheremo in trasferta, probabilmente su una superficie molto rapida, e non partiremo favoriti se i nostri avversari si presenteranno al completo. Ma intanto questa Italia un po' scostante si permette il lusso di eliminare i campioni in carica, prendendosi lo spot della testa di serie numero 1 in una metà di tabellone che è senza un vero padrone. Sognare, in fondo, non costa nulla.