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UNA DOMENICA BESTIALE

Pubblicato il 5 febbraio 2017

Il matchpoint è arrivato davvero, ma Bolelli e Fognini non sono riusciti a trasformarlo. Così, al termine di cinque set più emozionanti che belli, l'Italia non ha ancora archiviato la pratica Argentina, e la terza giornata si presenta comunque con tante insidie nascoste. Sì, nascoste, perché in realtà l'unica certezza della domenica di Buenos Aires è Paolo Lorenzi, il senese che pare al top della condizione e che cercherà di chiudere i conti nel primo singolare. Per il resto, è tutto in alto mare. Tanto il secondo singolarista italiano (il buon Seppi di venerdì o Fabio Fognini?), quanto i due sfidanti dell'Albiceleste. Con Orsanic chiamato a scegliere tra coloro che hanno perso all'esordio, l'ex numero 21 Atp Leo Mayer e quello che – sulla carta – sarebbe il numero 1 del gruppo attuale, Diego Schwartzman.

 

Insomma, tutto molto complicato. Di certo c'è un doppio che ci è sfuggito per un soffio, dopo che gli azzurri avevano – parole loro – sostanzialmente regalato i primi due set a Mayer e Berlocq. Fognini e Bolelli non li scopriamo oggi, sono una delle coppie potenzialmente più forti del circuito, e non a caso si sono portati a casa pure uno Slam, in Australia nel 2015. Ma i tempi sono cambiati, soprattutto perché il bolognese Bolelli era al rientro dopo un lungo stop per infortunio, e non poteva pretendere di essere al top. Malgrado questo, Simone lentamente ha carburato, entrando nel match e dando comunque il suo contributo, mentre nelle fasi conclusive del tie-break decisivo è stato Fognini a commettere gli errori che hanno lasciato all'Argentina il punto della speranza. A proposito di tie-break, sarebbe il caso di aprire una parentesi su quanto sia opportuno utilizzarlo anche in Davis, nell'ultimo parziale, togliendo dunque al campionato del mondo a squadre la possibilità di avere tante sfide epiche, infinite ma capaci in passato di regalare emozioni indimenticabili.

 

“Peccato – dice capitan Barazzutti – perché Fabio e Simone sono partiti male ma poi si erano ripresi: hanno rimontato, nel quinto sono andati subito sotto di un break, hanno recuperato anche quello compresi i quattro matchpoint consecutivi nel tie-break finale. Lo sport è crudele a volte, e ci toccherà soffrire anche nella terza giornata. Siamo ancora in vantaggio 2-1, ci serve un punto e lo dovremo portare a casa. La nostra fortuna? Quella di avere a disposizione una squadra solida e competitiva in tutti i suoi componenti”. Dice bene 'Barazza', la forza di questa Italia potrebbe proprio essere la capacità di scegliere, senza dover per forza affidarsi alla stella di turno. Come invece devono fare altri Paesi ben più attrezzati, ma già eliminati (vedi Svizzera, ko con gli Usa), o in grande difficoltà (vedi Spagna, sotto 2-1 con la Croazia).