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PROMESSA SPOSA

Pubblicato il 30 ottobre 2016

Il miglior match della carriera nella partita più importante. Al termine dell'annata più ricca di emozioni: da un inizio incubo, con la discesa oltre il numero 60, alla conclusione che la porterà al numero 5 del ranking mondiale. Dominika Cibulkova è la star di fine stagione, grazie alla splendida vittoria conquistata ai danni di Angelique Kerber nelle BNP Wta Finals di Singapore. Una star inattesa perché si è presentata un gradino dietro le grandi, alla sua prima apparizione nella kermesse che chiude il circuito e – soprattutto – con due sconfitte nelle prime due partite giocate, contro la stessa Kerber e contro Madison Keys. Chi, al termine del deludente match con l'americana, avrebbe scommesso su una conclusione come questa? Pochi, probabilmente. Forse soltanto coloro che le stanno davvero vicino e conoscono bene la sua voglia di emergere.

Come Miso Navara, per esempio, marito dallo scorso 9 luglio, il primo a sostenerla in tribuna e il primo ad aiutarla quando era in crisi di gioco e di risultati, frenata da infortuni e da un tennis difficile da sostenere per lei, tanto quanto lo è per le avversarie se trovano la slovacca in buona condizione atletica. Proprio grazie a quelle gambe che non si fermano mai e a una determinazione incrollabile, Dominika è riuscita a far diventare possibile l'improbabile, a cogliere il trionfo più prestigioso della vita mettendo in fila tre incontri – con Halep, Kuznetsova e Kerber – al limite della perfezione. Forse non tennistica, ma certamente atletica e mentale. Una tenuta psicologica che si è vista evidente nel momento di chiudere l'ultimo atto, quando la 27enne di Bratislava ha avuto bisogno di quattro match-point, sprecandone tre con altrettanti disastri e cogliendo il quarto grazie a un nastro provvidenziale.

In mezzo, ci ha messo due palle break annullate in maniera perfetta a una Kerber che proprio non ne voleva sapere di perdere un'altra grande finale, dopo quelle di Wimbledon e delle Olimpiadi di Rio. Solo che stavolta la numero 1 del mondo non pareva avere armi efficaci per scardinare la fiducia della rivale. E non è bastata nemmeno la testardaggine, la difesa a oltranza, per ribellarsi alla giornata di grazia di Dominika. Che diventa un'altra pretendente al trono, diventa un'altra possibile protagonista per gli Slam, lei che nei Major ha raccolto una sola finale in dieci anni. Diventa soprattutto un altro esempio per quante inseguono, e magari si trovano ad avere mezzi tecnici teoricamente superiori: dopo una Kerber in vetta senza le stimmate della numero 1, ecco una ragazza dal fisico normale, non particolarmente talentuosa, capace di mettere in fila le valchirie.

Il segreto? La testa, senza dubbio. Una testa che però soltanto ora sembra finalmente supportata da un tennis in grado di far male a tutte le avversarie, nessuna esclusa. Una testa più tranquilla, serena e convinta, dopo quel matrimonio che pochi mesi fa ha coronato un lungo fidanzamento. Sì perché se spesso si sono presi Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic, come esempi di stabilità agonistica e affettiva insieme, è chiaro che la vicenda diventa altrettanto importante per le donne. Ora che la sua vita privata ha trovato una sicurezza così granitica, Dominika è probabilmente pronta più che mai per dedicarsi anima e corpo alla sua carriera, che in fondo a 27 anni è nel momento migliore, in quello della piena maturità. Ora le spetta il compito, non semplice, di confermarsi. Alle altre il compito, ancora meno facile, di sgretolare questo muro di fiducia.