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ROGER IN VERSIONE COMANECI

Pubblicato il 11 luglio 2015

Sono passati trentanove anni da quel 18 luglio 1976. A Montreal, in Canada, venne fatta la storia delle ginnastica artistica nonché delle Olimpiadi. Nadia Comaneci, ginnasta rumena di One?ti, sale sulle parallele asimmetriche, conduce un esercizio perfetto, senza sbavature. I giudici la premiano con il massimo punteggio disponibile: 10.00, il mitico dieci perfetto.

Dieci: come il massimo voto a scuola, da bambini, da adolescenti, quel bisogno antropologico della perfezione assoluta.

Nel tennis si possono dare solo voti di merito (le pagelle) ma nessun giocatore può vincere una partita grazie solamente all’apprezzamento del pubblico o della critica. È il campo, come sempre, il giudice finale. Se ogni ciuffo d’erba avesse avuto la possibilità di alzare la paletta con un numero per stabilire il valore della prestazione in semifinale di SirRoger Federer, impegnato sul Centrale contro il beniamino di casa Andy Murray, il giudizio sarebbe stato semplice: 10, dieci perfetto.

Roger da Basilea ha tirato fuori una prestazione da strofinarsi gli occhi: impeccabile al servizio, 20 ace e una percentuale di prime del 76%, 56 vincenti contro solo 11 errori gratuiti, tre palle break (su dieci) sfruttate a dovere in ogni set. Ha concesso in tutto il match a Murray una misera palla break, nel primo turno di servizio, poi nulla. Ma non sono solo i numeri a parlare: velocità d’esecuzione, freddezza, colpi a tutto polso da far vedere ai nipotini per decenni, Roger non ha semplicemente sbagliato nulla.

Per lui si tratta della 26esima finale di uno Slam, la decima a Wimbledon. Meglio non aggiungere alto. O forse sì. Roger farebbe carte false per ripetere la stessa prestazione anche tra poche ore contro Nole Djokovic, ottimo finalista dei Championship dopo la vittoria contro il francese Gasquet. Il problema, come ci ricorda anche la performance della Comaneci, è replicare ciò che si è già fatto di magico. Lo svizzero, nonostante le 34 candeline e il numero 2 nel ranking mondiale, parte leggermente da favorito e si augura di cuore di poter fare copia/incolla della sua ultima prestazione.

Djokovic non è stato da 10 come SirRoger ma ha comunque portato a casa un successo in tre set. I parziali potrebbe ingannare visto che il francese del rovescio da leccarsi i baffi è stato spesso in partita, soprattutto nel primo set. Ma il campione si vede nei momenti del bisogno e Nole è diventato chirurgico nello scegliere la tempistica adatta per fare il break. Onore all’intruso Gasquet, il suo Wimbledon è stato di tutto rispetto.

Domenica sarà l’appuntamento numero 40 della saga Djokovic-Federer, con lo svizzero in leggero vantaggio per 20-19 ma con il ragazzo di Belgrado vittorioso negli ultimi due confronti (Indian Wells e Roma). Sull’erba hanno giocato contro solo due volte, naturalmente a Wimbledon: successo per Federer nella semifinale del 2012, replica di Djokovic nell’atto finale di dodici mesi fa. In pareggio anche gli scontri nelle finali degli Slam: Roger a braccia alzate agli US Open del 2007, replica del serbo, come detto, il passato luglio.

Di meglio nel panorama internazionale non c’è. Appassionati e organizzatori della Regina sentitamente ringraziano.