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READY? PLAY!

Pubblicato il 27 giugno 2015

Un kazako nel 2014, un francese nel 2011. Quest’anno il primo ostacolo parlerà tedesco per Nole Djokovic, e non sarà certo un giocatore facile da affrontare Kohlschreiber quando l’erba sarà ancora intatta sul Centrale di Sua Maestà.

Nell’anno del trionfo Andy Murray incontrò proprio un tedesco al primo turno. Un B. Becker! Ma non il Boris vincitore qui ancora minorenne e ora allenatore di Djokovic, bensì Benjamin. La Regina e i suoi sudditi, dopo 77 anni di lunga attesa, videro finalmente trionfare un giocatore britannico alla fine delle due settimane di gioco. Lunedì il suo primo ostacolo sarà il kazako Kukushkin.

Sir Roger Federer qui ha vinto sette volte, e in altre due occasioni è andato in finale. Quando ha alzato al cielo il trofeo per la prima volta, nel 2003, la sua sfida d’esordio fu contro un coreano H. Lee. L’ultimo successo, nel 2012, vide la partenza contro uno spagnolo, Albert Ramos, e al secondo turno un facile incontro contro Fabio Fognini. Quest’anno il suo debutto sarà “bagnato” contro il bosniaco Dzumhur. il tennista nato sotto le bombe della cruenta Guerra dei Balcani degli anni ’90.

Rafa Nadal porta in dote due vittorie sull’erba più cara a tutti i fan della racchetta: nel 2008 sfatò il mito dello svizzero di Basilea e vinse 9-7 al quinto set dopo aver perso le due precedenti finali. Nel 2010, contro Tomas Berdych, la pratica fu chiusa dopo poco più di due orette e in sole tre frazioni. I suoi debutti? Nel primo caso contro il qualificato Andreas Beck, nel secondo contro la wild card Kei Nishikori, oggi numero 5 del mondo.

Insomma, nessuno dei Fab Four, nonché i vincitori delle ultime dodici edizioni del Major più nobile del tennis, potrà accarezzare la cabala per sognare di coronarsi nuovamente Re dell’erba. Niente scaramanzie o riti strani

, per vincere l’edizione 2015 di Wimbledon toccherà sudare, lottare, esprime il talento più cristallino, stare attenti ai primi turni insidiosi, guardare il cielo per capire se pioverà e… non farsi attirare dalle innumerevoli coppette di fragole con la panna che gireranno presso l’All England.

Nel complesso il sorteggio del tabellone non ha sorriso al campione in carica. Già detto del primo turno contro Kohlschreiber, Nole potrebbe incrociare la racchetta contro Hewitt, al suo ultimo Wimbledon, già alla seconda gara. Il quarto teorico sarà contro Kei Nishikori, che al primo turno affronterà il nostro Simone Bolelli. Wawrinka, ultimo campione del Roland Garros, è nella parte alta in compagnia di Raonic, Dimitrov e Kyrgios, giovanotti che possono dire molto sull’erba. Parla spagnolo il quarto più sotto con la presenza di David Ferrer e Rafa Nadal, ma anche italiano con Fognini e Seppi e naturalmente inglese con il favorito Andy Murray. Nella parte bassa, quasi “abbandonato”, ecco Roger Federer. Con lui tanti francesi, Tomas Berdych e l’americano Jack Sock.

Per quanto riguarda le donne sarà subito derby azzurro tra Sara Errani e Francesca Schiavone, un derby che potrebbe replicarsi anche al turno successivo con la presenza di Roberta Vinci. Duro il primo incontro per Miss Pennetta, attesa da un avvio contro Zarina Diyas, la kazaka che sta facendo molto bene nelle ultime settimane.

Primo Wimbledon da testa di serie per Camila Giorgi, vincitrice qualche settimana fa di ’s-Hertogenbosch e opposta nel primo match contro Teliana Pereira, per poi sognare un terzo turno contro Caroline Wozniacki.

La favorita (e come potrebbe essere altrimenti) Serena Williams è nella parte alta in compagnia della sorella Venus, di Ana Ivanovic e Vika Akarenza. Con loro anche Maria Sharapova (quindi nessuna possibilità di un’inedita finale) e Lucie Safavora. “Al piano di sotto” la Halep, la Kerber, la Lisicki, la Bouchard, finalista dello scorso anno e la vincitrice dell’edizione 2014, ovvero Petra Kvitova.

Ci siamo. Non resta che sentire dalla voce dell’arbitro una semplice frase: “Ready? Play.”

Photo @Getty image