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IL PURGATORIO PUÒ ATTENDERE

Pubblicato il 20 aprile 2015

Ostrava, Repubblica Ceca. Brindisi, Italia. Due città agli antipodi: la prima deve la sua fortuna all’estrazione e al commercio del carbone solo alla fine del XVIII secolo, la seconda era la via di comunicazione per la Grecia già in epoca romana.

 

Ad Ostrava, nel weekend appena passato, la squadra di casa di Fed Cup ha impiegato solo tre incontri per superare l’ostacolo francese e collocarsi nuovamente in finale (contro la Russia di Maria Sharapova). Lucie Safarova e Petra Kvitova (due volte) hanno fatto un sol boccone del team capitanato da Madame Mauresmo. A Brindisi, nelle stesse giornate, l’Italia di Barazzutti si giocava la permanenza nel World Group della competizione, dopo aver perso al primo turno proprio contro le transalpine nel Palasport di Genova a febbraio.

 

Ecco, le recriminazioni partono proprio da qui. Camila Giorgi, Sara Errani e Flavia Pennetta hanno fatto sognare il pubblico pugliese (oltre ai tanti fans incollati al televisore da casa), battendo per 3-2 la squadra americana grazie a un tennis intelligente, maturo e ricco di passione. Non meritavano la Serie B, lo hanno dimostrato con i fatti. Retrocedono le americane guidate da Mary Joe Fernandez, a cui non è servito l’aiuto di Serena Williams per rimanere tra le migliori.

 

Visti i match sul rosso brindisino quest’Italia non doveva giocare uno spareggio ma una semifinale contro le ceche. Inutile piangersi addosso ma il dispiacere è doppio perché – come sottolineato anche dal coach italiano – “le ragazze non hanno sbagliato nulla ed è uno dei gruppi più forti del mondo”. Sottoscriviamo parola per parola. È uno dei gruppi più forti del mondo.

 

Non c’è stato nulla fuori posto: un team affiatato e motivato, incontri disputati al meglio delle proprie condizioni in una cornice splendida, una pazienza quasi inglese per arrivare al doppio decisivo, vinto con una facilità disarmante. Brava Camila durante la prima giornata, perfetta Sara nel riportare prima il duello in parità e poi arrivare a soli due punti dalla storica vittoria contro Serena, prima che l’americana salvasse partita e punteggio. Poi è stata la volta del reliever Flavia Pennetta, la giocatrice che desiderava più di tutte festeggiare sul terreno di casa. Christina McHale ha vinto solo due game, il doppio Williams-Risk tre. E così i festeggiamenti potevano avere inizio.

La sconfitta contro la Francia, anche per i modi e i tempi in cui è maturata (clamorosa rimonta da 0-2 a 3-2), è stata un brutto incidente di percorso. L’Italia è al livello della Repubblica Ceca e della Russia, senza ombra di dubbio. Un insegnamento importante per il futuro, molto importante. Finisce a gavettoni, giri di campo con tricolore e abbracci agli spettatori di prima fila. Finisce in allegria, il purgatorio della Serie B non ha bisogno di questa splendida Italia.