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LO SVEDESE DI ANDY

Pubblicato il 15 aprile 2015

Un fiume di novità per l’entourage di Andy Murray. Lo scozzese di Dunblane ha finalmente sposato la “sua” Kim, dopo oltre nove anni di fidanzamento e qualche “pausa di riflessione”. La cerimonia, di chiaro stampo scozzese (Andy indossava il kilt in stile William Wallace), ci ha regalato sorrisi, petali lanciati al vento e un intero paese in festa. Per la luna di miele i giovani dovranno aspettare, troppo importante questo periodo della stagione per viaggiare verso spiagge caraibiche, meglio tenere la testa concentrata sul tennis. Il numero tre al mondo non è iscritto a Montecarlo, passerà qualche giorno a Barcellona ma non parteciperà all’ATP della città catalana. Il suo ritorno è previsto in Germania durante il torneo di Monaco di Baviera.

 

Nel suo box ci sarà Amelie Mauresmo, ancora per un po’. L’allenatrice, nonché capitana della nazionale francese di Fed Cup, ha recentemente comunicato di essere in dolce attesa. La 35enne di Saint-Germain-en-Laye, ex numero uno al mondo e vincitrice di due Slam, partorirà il prossimo agosto ed è quindi naturale che, durante la seconda parte della stagione, dovrà stare lontana dai rettangoli di gioco. Amelie, lesbica dichiarata a soli 19 anni, ha già dovuto affrontare il penoso iter degli effetti collaterali del coming out. A differenza di Martina Navratilova, per esempio, la Mauresmo fu attaccata in patria e venne abbandonata da tutti gli sponsor. Non furono tenere nemmeno le giocatrici del circuito, Martina Hings in primis. Anche la recente notizia della gravidanza ha innescato un fiume di pregiudizi via social network che non hanno nulla a che vedere l’evoluzione culturale del nuovo secolo. Le battute sono state tante e di pessimo gusto.

 

Tornando al tennis giocato un’ultima novità coinvolge il giocatore scozzese. Vista la prossima assenza della Mauresmo, Andy ha deciso di ingaggiare un nuovo assistant coach: Jonas Bjorkman. Lo svedese, ex numero quattro del mondo ed eccellente doppista, inizierà il periodo di prova proprio durante la stagione del rosso. Sarà importante creare subito un giusto feeling con il suo datore di lavoro ma anche con il coach in carica, per non pestarsi i piedi e non rompere un equilibrio consolidato da quasi un anno.

 

“Ci sono molte cose su cui voglio migliorare nel mio gioco – ha detto Murray – cose nelle quali lui era molto forte. Soprattutto mi piaceva dal punto di vista mentale: è riuscito ad ottenere il massimo dal suo gioco. Così ho deciso di parlare con lui, ed è finita che siamo stati due ore e mezza al telefono. Sono passate velocissime, abbiamo chiacchierato di tutto e mi ha dato la sensazione che possa essere una risorsa molto importante per la mia crescita professionale.

 

Bjorkman non ha certo il “nome” di Lendl, nemmeno il suo palmares. Bjorkaman però ha saputo conquistarsi il rispetto dei suoi colleghi sul campo, ha indirizzato la carriera verso il gioco d’attacco e sul doppio (vincitore di 56 tornei e di nove Slam, in coppia con Todd Woodbrigde o Maks Mirny). “Penso che Andy debba lavorare di più sull’aggressività del suo gioco, già dalla risposta – ha detto Jonas. Poi deve migliorare la volèe, i giusti movimenti per l’attacco e il modo di posizionarsi a rete”. Insomma, Björkaman sembra avere già le idee molto chiare su quali debbano essere i suoi compiti per le prossime settimane. “Andy è nel pieno della sua carriera e ha tutte le possibilità di diventare numero uno. E’ il suo obiettivo e spero di esserci se accadesse”.

 

Murray se lo augura di tutto cuore. Visti i risultati dei sodalizi Djokovic-Becker, Federer-Edberg, Cilic-Ivanisevic e Nishikori-Chang, Andy spera di aver scelto il nuovo Re Mida svedese per la scalata alla classifica ATP.

 
Photo credit: 83689810/Getty Images