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CENT’ANNI DI VITTORIE

Pubblicato il 18 dicembre 2014

Ha vissuto quasi un secolo, sempre con la racchetta in mano. Dorothy "Dodò" Cheney era più che un simbolo per il tennis a stelle e strisce. Nata in California nel 1916, predestinata fin da subito a diventare una giocatrice in gonnella. Figlia d’arte, la madre May Sutton Bundy fu la prima americana a vincere il singolare di Wimbledon, il padre Tom Bundy fu invece campione americano di doppio per due anni consecutivi, aveva gli occhi spensierati e amava vivere dentro il rettangolo con la rete in mezzo.

Nel 1938 fu la prima tennista americana a vincere gli Open d’Australia. Durante la sua lunga carriera, la Cheney ha vinto lo straordinario numero di 391 titoli in singolare, doppio e doppio misto, su tutte le superfici. Insomma, non c’è stato angolo del Globo in cui la Cheney non abbia esultato per una vittoria. È rimasta tra le migliori dieci al mondo per oltre due lustri, anche se la classifica dell’epoca era più una formalità che un vero calcolo numerico come oggi, ma non è mai riuscita a conquistare la vetta della numero uno.

Ha conquistato tre finali nello Slam in doppio, un Open d’Australia e due US Open, il primo giocato in coppia con Marjorie Gladman Van Ryn e il secondo Pauline Betz, altra famosa giocatrice di Dayton, capace di vincere consecutivamente tre titoli di singolare proprio a New York.

Dodò Cheney conquistò tante vittorie nonostante la sua esile corporatura, ben bilanciata da una tecnica e un’eleganza consone del secolo scorso. Era una leonessa del campo. In una vecchia intervista al New York Times amava ripetere “più si faceva alto il livello di competizione, più lottavo per vincere. Era più forte di me, sarei stata un caso disperato altrimenti! La vittoria per me non era solo una gioia ma anche una terapia”

Giocò e vinse una finale quando era già al quinto mese di gravidanza; giocò una finale lo stesso giorno in cui morì il marito. 

Entrò nella Hall of Fame del Tennis nel 2004. Un suo fortissimo sostenitore fu John McEnroe, il quale combatté per mesi per fare in modo che l’anziana giocatrice potesse entrare nell’Olimpo dei migliori. Due anni prima, nel 2002, vinse un torneo per over 70. All’epoca Dorothy aveva già spento 86 candeline…

È morta a 98 anni nella sua casa di Santa Monica, in California.