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WAYNE CON LA RACCHETTA

Pubblicato il 5 agosto 2014

L’allievo di Piatti e Ljubicic, dopo ottimi risultati e tanti complimenti, ha finalmente portato a casa il suo primo torneo ATP del 2014. Milos Raonic ha vinto il derby canadese a Washington lo scorso weekend e ha messo in bacheca il suo sesto successo da quanto è diventato professionista.

Il gigante dal servizio devastante e la lunga fascia sul braccio destro che lo fa sembrare più un giocatore NBA che l’avversario di Djokovic e compagni non è più una meteora dello sport con la racchetta. I progressi solo degli ultimi 12 mesi sono sotto gli occhi di tutti e i suoi concittadini si augurano di aver trovato il Wayne Gretzky del tennis. Come il leggendario hockeista che ha riscritto pagine memorabili sui pattini con la bandiera del Canada, anche Milos è un immigrato di seconda generazione. Nato in Montenegro, si è trasferito con la famiglia dall’altra parte dell’Oceano quando aveva solo tre anni. Ha imparato a maneggiare la racchetta al Bramala Tennis Club di Brampton, cittadina a sud dell’Ontario con una popolazione di quasi mezzo milione di abitanti.

Come Wayne ha la voglia di primeggiare senza trascurare educazione e stile. Gli italiani si sono accorti di lui (purtroppo) durante la trasferta della scorsa edizione della Coppa Davis quando Seppi e Fognini sono stati sommersi di ace dal ragazzo alto quasi due metri. In molti scrissero che i successi erano solo merito dalla superficie velocissima nella quale si giocò quell’incontro, terreno ideale per esaltare il servizio di Milos. Ora non è più così. Anche perchè non si arriva a una semifinale di Wimbledon per caso.

Vuoi l’emozione, vuoi la classe dell’avversario, vuoi la giovane età, Raonic non è riuscito a tenere testa sull’erba inglese a SirRoger Federer, uno che a Championships è di casa. Non per questo ha mostrato ampi spazi di miglioramento, segno che, insieme al bulgaro Dimitrov, rappresenta l’alternativa numero uno ai Fab Four.

Ora la stagione del cemento americano entra nel vivo. In patria a Toronto, poi a Cincinnati e infine sotto le luci della Grande Mela. Per raggiungere le vette toccate da Wayne (un giocatore capace di raccogliere 61 record!) la strada è ancora lunga ma il sentiero imboccato da Wasghinton potrebbe condurre alle vette ATP. Non sarà semplice, ma con il team compatto alle spalle, il talento e la volontà, Milos rappresenta più di una scommessa. E i canadesi si augurano di vedere un loro connazionale sulla cima più alta della classifica mondiale. Come lo fu Wayne per quasi vent’anni.

Photo credit: Rena Schild / Shutterstock.com