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Alla giusta tensione

Pubblicato il 18 luglio 2014

Senza la giusta accordatura la chitarra del cantante stonerà, lasciando l’artista insoddisfatto della propria performance. Senza la giusta accordatura il tennista non saprà esprimere a pieno il proprio gioco, lasciandolo in balia dell’avversario e di una possibile sconfitta.

La racchetta, l’attrezzo di gioco indispensabile per ogni atleta che vuole duellare a rete, evoluta negli anni dal legno ai materiali più leggeri ma al tempo stesso potenti, non è solo manico ma anche corte. E così scegliere la tensione giusta può fare la differenza perché non sempre sarà uguale a seconda della superficie di gioco e non sempre sarà uguale per ogni giocatore o giocatrice.

Ciò vale per i professionisti, da Nole in giù (per gli uomini) e da Serena a scendere (per le donne). Ma non è meno importante per i giocatori dilettanti, quelli del sabato campo prenotato con il collega di banca. Una giusta incordatura, oltre che effetti benefici sul proprio stile di gioco, potrebbe anche evitare dolorosi acciacchi post-match ad avambraccio, polso, gomito o spalla. Non date sempre la colpa alla vostra non invidiabile forma fisica. Certo, magari quei chilogrammi in più che si vedono sulla pancia e che nascondo “un’eccellente tartaruga d’addominali” potrebbero scomparire il prossimo anno (dichiarazione di rito negli spogliatoi) ma molto spesso commettiamo degli errori di gioco e degli sforzi extra proprio perché la nostra racchetta non è alla giusta tensione.

Facciamo un rapido paragone invernale. Ogni sciatore ama scendere dalla pista con il suo stile, che sia l’erede naturale di Alberto Tomba o un semplice amatore da week-end a Cervinia. Senza la sciolina giusta dovrà adattare e modificare la propria discesa in funzione della risposta data dai propri sci. Molto spesso non ci farà caso, in altre occasioni si starà ancora chiedendo perché ha inforcato alla curva 5.

Todd Ellenbecker è un personaggio importante nel mondo ATP. Non è conosciuto dai tifosi come Nadal o Federer ma è molto ascoltato dai giocatori di fascia medio-bassa. È infatti il Direttore di medicina dello sport presso l’ATP. Laureato all’University of Wisconsin-LaCrosse nel 1985, con successivo all’Arizona University, è autore di molti libri sull’importanza della mente e della salute per gli sport professionistici. Consigli che, come si diceva all’inizio, sono applicabili anche per gli amatori.

Uno dei suggerimenti principali di Todd per l’incordatura della propria racchetta è “l’utilizzo di corde multi-filamento o budella per giocatori con dolore al braccio a causa delle caratteristiche intrinseche più rigide di stringhe meno indulgenti con gli sforzi profusi“. Un'incordatura multi-filamento risulta utile non solo per curare, quanto soprattutto per prevenire dolori e lesioni lungo tutti i punti del braccio soggetti a maggior sollecitazione durante l’attività sportiva.

Seguire i propri idoli nella scelta dell’abbigliamento non influisce sulle vostre prestazioni. Che sia una maglietta di Fognini o di Murray, che sia una gonnellina delle Cichis o un pantaloncino della Sharapova è indifferente. Ma scegliere la racchetta perché è quella che usa Djokovic sì. “Ho visto troppi bambini sotto i 15 anni rovinarsi il polso. Ognuno dovrebbe esser consapevole di ciò che indossa”. Esisto sul mercato incordature di tipo misto (HDX) oppure un multifilamento flessibile al poliuretano, più delicato sulla spalla e al braccio, destinato soprattutto per i giocatori più giovani che usano racchette più leggere.

Secondo una statistica, la differenza fra una racchetta incordata ad hoc per un atleta ed una “standard” o errata per il tennista, può comportare uno sforzo fisico in eccesso di quasi il 22%.