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IL FAVOLOSO MONDO DI AMÉLIE

Pubblicato il 11 giugno 2014

Amélie, dopo aver ritrovato una scatola di cianfrusaglie nel suo appartamento di Parigi, ricca di cimeli storici come una figurina di un noto ciclista, si mette in testa di rintracciare il suo proprietario, non più bambino ma ormai uomo di mezza età. Dopo il loro incontro decide che l’obiettivo della sua vita è di far del bene al prossimo, che sia un pittore, un impiegato dei treni oppure un pesce.

Amélie era Audrey Tautou, attrice dai capelli corti e dagli occhi penetranti, campione di incassi in Francia con la sua pellicola in stile fratelli Lumiere.

Un’altra francese cercherà di rendere felice un uomo. Non un anziano collezionista di figurine, bensì l’ultimo britannico ad aver vinto Wimbledon. Andy Murray ha scelto: il suo dopo Ivan Lendl non vestirà con pantaloncini corti ma in gonnella. Sarà infatti Amélie Mauresmo il nuovo coach del tennista scozzese, almeno per il prossimo mese.

A tre mesi dalla separazione con l’ex allenatore cecoslovacco, l’unico con i suoi consigli e i suoi silenzi ad aver permesso ad Andy di buttarsi alle spalle la nomea dell’eterno perdente degli Slam, il grande tennis vive una prima assoluta: una donna coach di un big da top ten.

Il sodalizio, con data di scadenza (almeno per il momento), coinciderà con la breve stagione dell’erba, quella in cui il campione in carica del prato di Sua Maestà cercherà di difendere il titolo dalle giovani leve bombardiere (Raonic), dai “vecchetti” Federer e Djokovic e dal nove volte campione di Parigi e attuale numero uno al mondo Rafa Nadal.

A&A inizieranno a condividere idee e prospettive fino dal torneo antipasto, ovvero il Queen’s. Andy sembra non stare più nella pelle: “Ho sempre ammirato Amélie, ha lottato contro diverse avversità prima di diventare una giocatrice straordinaria”. Non possiamo dargli torto. La ragazza nativa di Saint-Germain-en-Laye, ora splendida trentaquattrenne e ct della nazionale francese di FED Cup, in carriera ha collezionato due Slam (Australian Open e Wimbledon) oltre a un argento alle Olimpiadi di Atene del 2004.

Fu però dura togliersi l’etichetta di eterna perdente (vi ricorda qualcosa?). Almeno fino al 2005 quando superò ai Masters la sua connazionale Mary Pierce. L’anno seguente i trionfi di Melbourne e Londra la consacrano ufficialmente. 
Raggiunse la posizione numero uno delle classifiche WTA, ma nel 2004. Fu la prima donna francese a riuscirci dagli anni ’70 e raggiunse la vetta tre anni prima dei successi dello Slam, primato che condivide con la belga Kim Clijsters, il cileno Marcelo Ríos e, guarda un po’, Ivan Lendl.

Lesbica dichiarata, perse tanti sponsor dopo il suo coming out ma la stampa francese (nonché il pubblico) non le fecero mai mancare il proprio sostegno. Si ritirò giovane, a soli 30 anni, per mancanza di stimoli.

Ora gli stimoli sono molti: riportare Andy sul trono londinese, evento tutt’altro che semplice. Magari guardando più in là, per avvicinarlo al duo Nadal-Djokovic. Tutto dipenderà dal loro primo mese di convivenza. 

Sarà un fugace amore estivo o un lungo sodalizio?

Photo credit: John Barry de Nicola / Shutterstock.com