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LA PRESA DI PARIGI

Pubblicato il 20 febbraio 2014

Quanto sta facendo bene la cura Becker a Novak Djokovic? Presto per dirlo. Sicuramente è stato superato il primo scoglio, ovvero quello della sola trovata pubblicitaria-commerciale, sulla falsa riga del “mese di prova” di Jimmy Connors con Maria Tiffany Sharapova. 
Boris era seduto nel clan-Djoko durante gli Australian Open, è stato deriso, con una nuova imitazione, dallo stesso Nole alla fine di un incontro e ha assistito alla caduta del serbo per mano del futuro vincitore Stanislas Wawrinka. Insomma, c’era. E questo non è un dettaglio.

Riuscirà Boris a riportare la mente e il corpo di Novak indietro di tre anni? Trentasei mesi fa, infatti, nel pianeta tennis sembrava essere sbarcato il lunare di Belgrado. Più che un tennista sembrava Re Mida, trasformava in oro, ovvero vittorie, tutto ciò che toccava con la racchetta. Nel 2011 completò per ¾ il Grande Slam, fermato solo da Rafa Nadal, padrone di casa a Parigi, nella corsa alla conquista del Roland Garros. Ma non solo. Nole aveva cambiato le carte in tavola, era riuscito a spezzare l’egemonia del duo Federer-Nadal, era riuscito, dopo alcune correzioni tecniche e alimentari, a imporre il suo credo all’interno del rettangolo di gioco. Un anno da incorniciare ma anche da far tesoro.

Il Re Mida, con il passare del tempo, ha perso il tocco dorato. Principalmente per due fattori: il ritorno prepotente e predominante del mancino di Manacor e una lenta ma costante decrescita tecnica da parte del serbo. Sia per chiaro, stiamo parlando di un giocatore a livelli altissimi, non di una giovane promessa. Ed è qui che entra in gioco Bum Bum Becker. Nole sta cercando la chiave di volta, un modo per distruggere – sportivamente parlando – le certezze dei suoi avversari, Nadal in particolare. Se è vero che anche altri tennisti si stanno affacciando ai vertici mondiali, Wawrinka in primis, è su Rafa che Nole vuol fare la corsa. Sa bene che sarà lui il favorito di Parigi (come dubitarne) e sa bene che sarà lui la lepre che vuol fuggire nella classifica ATP. Anche per questo, negli ultimi giorni il serbo è stato avvistato allenarsi sul rosso di Montecarlo con una discreta intensità. La stagione primaverile della terra battuta non è ancora sbocciata, prima bisogna passare dalla doppia tappa americana di Indian Wells e Key Biscane. La sensazione è che Nole possa presentarsi negli States con la voglia consueta di vincere ma che l’obiettivo stagionale, quello che possa far svoltare una carriera, sia di trionfare sul Philippe Chatrier. 

Vuole essere il secondo uomo a far uscire Nadal da perdente sul rosso francese. Le frecciate mezzo stampa che lo hanno coinvolto sul finale della scorsa stagione sono piccoli sassolini all’interno delle scarpe. Frammenti che vuole togliere al più presto. 

Becker è stato ingaggiato per vivere con intensità i momenti più importanti degli Slam. “Un campione come lui – ha detto Nole – è fondamentale per aiutarmi nelle fasi cruciali degli incontri”. L’ironia del caso ha voluto che Nole tirasse abbondantemente fuori una semplice voleè sul match point per Wawrinka negli ultimi Australian Open, il colpo che ha reso famoso e vincente lo stesso Becker. Un caso.
La cura tedesca prosegue, l’obiettivo è la presa di Parigi.