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RITORNO ALLE TRADIZIONI

Pubblicato il 31 gennaio 2014

Un anno e tre mesi fa. Amsterdam, Olanda. Il numero uno del mondo, Roger Federer, perde il doppio, in coppia con il suo compagno di nazionale Stanislas Wawrinka, contro Rojer-Robin Haase in quattro set e poco più di due ore e mezza di gioco. Per mantenere la Svizzera nel gruppo A di Coppa Davis, dopo quella sconfitta, fu necessaria la sfida decisiva della domenica.

Un anno e tre mesi fa il numero uno del mondo era Roger Federer. Avrebbe perso il trono del migliore tra i giocatori ATP, a favore del serbo Nole Djokovic, solo dopo la sconfitta nel torneo di casa di Basilea di ottobre. Un anno e tre mesi fa il compagno di doppio di SirRoger era il numero diciassette al mondo, giocatore dall’ottimo rovescio a una mano ma con scarsi risultati nei tornei di prestigio.

Sembra passato più di un lustro da quelle giornate olandesi trascorse dentro il palazzetto della città dei canali. Eppure oggi il mondo svizzero della racchetta si è ribaltato. Il migliore degli scudocrociati è Stanislas, reduce dal suo primo successo nello Slam d’Australia e ora numero tre al mondo. Mille punti più sotto e al numero 8 ritroviamo SirRoger, l’uomo dei record e dei 7 Wimbledon. Potrebbe bastare questo per descrivere lo storico passaggio di consegne nella terra del cioccolato ma Roger, un po’ a sorpresa, ha deciso di fare di più. Tornerà a vestire la maglia della Svizzera nel primo turno di Coppa Davis a Novi Sad (in Serbia) dopo, appunto, un anno e tre mesi. Al suo fianco troverà l’uomo che gli ha rubato il trono elvetico mentre, dall’altra parte della rete, sentirà la mancanza di Novak, tre volte campione di Melbourne. 

Quello che poteva essere uno scontro meraviglioso di Davis sarà invece una semplice campagna di vittorie svizzere oltre le Alpi. I vice campioni serbi, sconfitti in finale lo scorso anno dalla Repubblica Ceca di Berdych, scenderanno in campo con le seconde linee. All’assenza da stress e fuso orario di Nole si deve aggiungere la squalifica per doping di Victor Troicki e l’infortunio di Janko Tipsarevic. Peccato. Quello che già si può annotare sui taccuini è la grande opera di persuasione di Renè Stammbach, Presidente della Federazione Svizzera dal 2006. Lui, insieme a una vecchia promessa fatta allo stesso Wawrinka, sono riusciti a convincere Roger a riscendere in campo in Coppa Davis. Grazie, da parte di tutti.

La caccia all’insalatiera riparte dai campioni. I cechi non avranno difficoltà a battere gli olandesi di capitan Siemerink grazie al quartetto Berdych, Stepanek, Rosol e Vesely (giovane classe 1993). Più avvincente la sfida all’Ariake Coliseum dove Nischikori e compagni cercheranno di battere il Canada, lo scorso anno semifinalista, privo del suo campione più atteso, Milos Raonic. Senza il numero 11 al mondo e con un Pospisil a mezzo servizio, la strada per i nipponici potrebbe essere in discesa.

Affascinante la sfida di La Roche sur Yon. La Francia accoglie a braccia aperte il ritorno, dopo 7 anni d’assenza, della storica squadra australiana (28 vittorie iscritte all’albo d’oro). Accoglienza festosa che finirà dopo il primo quindici. Il team francese può contare sui migliori (Gasquet, Tsonga, Monfils e Benneteau) mentre Pat Rafter dovrà fare di necessità virtù. Senza l’infortunato Tomic il leader degli Aussie sarà ancora Lleyton Hewitt, 33 anni e un passato da numero uno al mondo.

Avvincente e in bilico la sfida di Francoforte fra Germania e Spagna. Gli iberici, privi di Nadal, Ferrer e Almagro, vedranno il debutto in panchina da allenatore non giocatore di Carlos Moya. Haas, Kohlschreiber, Florian Mayer e Brands gli uomini che dovranno provare a fermare gli spagnoli e guadagnarsi l'accesso ai quarti di finale per la squadra guidata da Arriens.

Nella parte bassa del tabellone fascino d’altri tempi a San Diego tra Stati Uniti e Gran Bretagna (con Murray in campo anche se non al top), poi Kazakhstan-Belgio, Svizzera-Serbia (come sopra raccontato) e, soprattutto, Argentina-Italia.

A Mar de la Plata non ci sarà Del Potro per la seconda sfida della storia tra sudamericani e azzurri (l’unico precedente del 1983 recita 5-0 Argentina). Si parte con Berlocq-Seppi e Monaco-Fognini. Italiani, classifiche ATP alla mano, leggermente favoriti ma bisogna considerare con cura il fattore campo. Prima sfida per l’albiceleste senza David Nalbandian, ritiratosi lo scorso anno. 

Una sfida da vivere punto dopo punto, come da tradizione, come da Coppa Davis.

Photo credit: www.facebook.com/DavisCupTennis